Jannik Sinner: “Questo Sunshine Double significa tantissimo. Vinto senza perdere set? Irrilevante”
Jannik Sinner continua a riscrivere la storia del tennis italiano e mondiale. Con il trionfo al Masters 1000 di Miami, arrivato dopo quello di Indian Wells, l’azzurro completa uno straordinario Sunshine Double, confermandosi dominatore assoluto del circuito. Dopo la finale vinta contro il ceco Jiri Lehecka per 6-4 6-4, ha raccontato emozioni, sensazioni e prospettive future tra l’intervista a Sky Sport e la conferenza stampa.
Ai microfoni dell’emittente, il numero due del mondo non ha nascosto la soddisfazione per un’impresa rarissima: “Questo Sunshine Double significa tantissimo, farlo è difficile. Sono contento adesso di tornare in Europa, mi godo il momento perché dopo Doha ho avuto solo un giorno libero e ho lavorato tanto“. Poi uno sguardo anche oltre il tennis, con una dedica a Kimi Antonelli e a Marco Bezzecchi, straordinari interpreti di una domenica speciale: “Seguo la F1 e la MotoGP, tanti italiani mi fanno appassionare. Stiamo vivendo un momento incredibile in tantissimi sport, speriamo anche per il Mondiale di calcio“.
In conferenza, Sinner ha insistito soprattutto sulla necessità di fermarsi e apprezzare quanto costruito, in vista però del prossimo impegno di Montecarlo: “Sai, in questo momento mi voglio anche godere questo momento, altrimenti non ci si ferma mai. Sono felice di aver vinto questi tornei. Non abbiamo tanto tempo, giovedì ricominceremo sulla terra se fisicamente starò bene. Al momento mi sento bene, quindi sono contento da questo punto di vista e poi vediamo. Sicuramente voglio giocare il singolare, il doppio mi potrebbe dare una mano, giusto per sentire un po’ le condizioni a Monaco e poi cercare di essere il più pronto possibile per un torneo comunque importante, anche se sarà un torneo di preparazione per tutto il resto“.
Uno dei segreti del suo successo, soprattutto a Miami, è stato il servizio, arma decisiva nei momenti chiave: “Sì, ho cercato di restare concentrato, ho cercato di capire perché avessi sbagliato le prime di servizio in precedenza e, come ho detto all’inizio, le condizioni erano molto diverse. Non abbiamo quasi mai giocato in queste settimane in queste condizioni, le palle erano molto pesanti ed è stato difficile gestirle. Ho sbagliato un paio di prime in rete proprio perché erano abbastanza pesanti, tendono ad andare giù. Però ho cercato di capire qual era la soluzione migliore al servizio. Lui è un ribattitore molto aggressivo, sta molto vicino alla linea, quindi devi servire con grande precisione, altrimenti ha subito la palla sulla racchetta. Sono contento di come ho gestito soprattutto questa settimana le situazioni difficili“.
Una continuità impressionante, confermata anche dai numeri: “Direi il servizio, soprattutto questa settimana. Ho servito molto bene e, quando inizi a essere un po’ stanco fisicamente, avere qualche punto gratuito con il servizio ti aiuta molto. Questo aspetto sicuramente, e anche in questo mese in generale ho la sensazione di aver servito meglio qui che a Indian Wells. Abbiamo lavorato tanto per arrivare in questa posizione e ora, sulla terra, il servizio va usato in modo molto diverso, non puoi andare solo piatto. Vediamo come funzionerà, ma al momento voglio anche godermi questo mese“.
Sul valore del Sunshine Double rispetto a uno Slam, Sinner preferisce non fare classifiche: “È difficile dirlo e difficile da paragonare. Non voglio scegliere, entrambe le cose sono molto difficili, però gli Slam sono sempre un po’ diversi, credo: si gioca al meglio dei cinque set e per due settimane intere le cose possono cambiare da una notte all’altra, magari ti svegli e non ti senti bene, il corpo lo sente un po’ di più. Però anche qui è molto duro fisicamente, perché quando arrivi in fondo a Indian Wells e poi vieni qui, sei un po’ stanco, ma la motivazione è molto alta perché arrivi con tanta fiducia. Non voglio fare paragoni“.
Determinante, nella sua crescita, anche la preparazione dopo Doha: “Il gioco a tutto campo. Abbiamo passato giornate molto lunghe in campo e non abbiamo avuto molti giorni di pausa, abbiamo giocato sotto il sole per tante ore. Sentivo che quello era un aspetto in cui dovevo migliorare: giocare nel caldo. L’abbiamo fatto, ho sofferto ma ho cercato di attraversare queste situazioni giorno dopo giorno, anche se magari il risultato non arriva subito. Di sicuro è qualcosa che mi aiuterà più avanti nella stagione. Non c’è nessun segreto dietro, solo tanto lavoro duro. È stato un periodo abbastanza lungo lontano dall’Europa per me, dopo Doha, e sono anche contento di tornare a casa“.
Uno sguardo al ranking e alla rivalità con Carlos Alcaraz, ma sempre con i piedi ben saldi nel presente: “No, penso che il nostro sport sia così individuale che è molto difficile fare certi ragionamenti. Come ho detto, per me non cambia il modo in cui vedo il quadro generale: per me tutto dipende da come gioco e la classifica dovrebbe riflettere questo. Carlos è stato così costante per così tanto tempo. Ora andiamo sulla terra, dove tutti sappiamo quanto sia forte, ma io guardo dalla mia parte. Per me ora la cosa più importante è recuperare, godermi questo momento e non ho molto tempo per adattarmi se voglio giocare Montecarlo sulla terra. Vediamo, cerco di godermi questo momento senza pensare troppo. Sono sempre stato uno che vive molto il presente, non guardo troppo avanti ma nemmeno indietro. Qualunque cosa arrivi, arriva, e sono molto felice di questi tornei; ora inizia un nuovo capitolo, di nuovo con la terra, vediamo come andrà”.
E sulla vittoria senza perdere set, Sinner ridimensiona il dato statistico: “Il fatto di non perdere un set non è rilevante, credo: quello che conta è vincere la partita, è la cosa più importante. Avevo sicuramente in mente che sono stati due tornei che mi sono mancati molto l’anno scorso, soprattutto Indian Wells, devo dire, perché lo vivi in maniera diversa: stai in una casa, ti diverti di più in un certo senso, perché a volte fai cose diverse, giochi a golf, ti senti più libero. Qui è completamente diverso, però sentivo che era un torneo che mi era mancato. Quindi è speciale. Ogni torneo, ogni titolo è diverso e speciale a modo suo“.