Vincere esageratamente è rispettoso?
«Non si fanno 9 gol per caso in una partita internazionale». Lo ha detto Roberto Mancini dopo l’ultimo incontro di qualificazione agli Europei di calcio contro l’Armenia finito 9 a 1, un risultato che raramente si vede nel grande calcio. La Germania nel 2014 ha battuto il Brasile 7 a 1 al mondiale. La nazionale femminile statunitense ha sconfitto 13 a 0 la Thailandia ai campionati del mondo del 2019.
Nei casi delle nazionali sono risultati che dimostrano superiorità in campo, ma vale anche per i piccoli? Un risultato esagerato può essere letto in un doppio senso: certo è dimostrazione di superiorità, ma non si trasforma dopo un po’ in infierire? Vincere in modo esagerato, stravincere, è rispettoso dell’avversario?
A Grosseto c’è un allenatore licenziato perché ha vinto 27 a 0. «Non ho cacciato nessuno, il mister Riccini rimane un amico, ma ho preso una decisione e non la cambio perché continuo a pensare che lui non abbia gestito bene la cosa» ha detto all’Ansa il presidente dell’Invicta Sauro Grosseto, Paolo Brogelli, spiegando la scelta di allontanare l’allenatore della formazione juniores provinciali, Massimiliano Riccini, perché aveva permesso che i suoi battessero per 27-0 il Marina in una partita di campionato.
Continua il presidente: «L’avversario va sempre rispettato. Credo che tutto questo non sia stato educativo, ai ragazzi non bisogna insegnare a vincere per forza, e in quel modo. Sono altri i valori con i quali da tanto tempo faccio parte del mondo del calcio giovanile». In campo in questo caso c’erano ragazzini come in quello del campionato dei Giovanissimi nel pratese dove, da inizio campionato, ci sono spesso risultati in doppia cifra.
«Vedere in lacrime i miei ragazzi all’uscita del campo perché si sono sentiti derisi tecnicamente dagli avversari è inaccettabile» ha detto ai giornali locali il presidente della Galcianese, Andrea Andreini, «Durante le partite serve più sensibilità, bisogna mandare dei segnali di rispetto nei confronti dell’avversario e se necessario dire ai propri ragazzi di smettere di segnare. Quali insegnamenti diamo ai giovani calciatori se li lasciamo sportivamente infierire sugli avversari? Il calcio è anche un insegnamento di vita e quindi bisogna fare passare il giusto messaggio fra i ragazzi che lo praticano».
Altra filosofia è quella è espressa dall’allenatrice statunitense Jill Ellis, dopo la contestata vittoria della sua squadra contro le thailandesi. «Il rispetto alle avversarie si dimostra giocando alla morte fino al novantesimo. All’inizio di un mondiale serve anche la forza di spirito che viene dalle vittorie». In ballo c’è il concetto di rispetto: è giocare contro tutti gli avversari allo stesso modo o è tirare il freno quando la superiorità è manifesta?