Taylor Swift, che vince la sua battaglia e potrà cantare (di nuovo) le sue canzoni
Tutti potevano cantare Taylor Swift, tranne Taylor Swift. La cantante, sotto scacco della burocrazia dettata dalla sua ex etichetta discografica, la Big Machine Records, aveva annunciato via social di non poter cantare le sue canzoni perché non ne deteneva i diritti. A essere a rischio erano, in questo senso, la sua partecipazione agli American Music Awards, che l’ha invitata come ospite d’onore per premiarla come «artista del decennio», e il documentario di Netflix che la vedrà presto protagonista. Ebbene, dopo la solidarietà del pubblico e di molte personalità dello spettacolo, da Halsey a Selena Gomez, pare proprio che Taylor abbia vinto la sua battaglia: la Big Machine Records, infatti, cede e annuncia che i suoi artisti potranno esibirsi nelle loro canzoni anche una volta rescisso il contratto.
La notizia viene annunciata in un comunicato stampa diramato dalla stessa etichetta a fronte del polverone sollevato su Instagram dalla stessa Swift pochi giorni prima. «Di recente è stato annunciato che gli American Music Awards mi renderanno omaggio come Artista del decennio alla prossima cerimonia. Avevo in programma di esibirmi con un medley delle mie hit allo show. Scott Borchetta e Scooter Braun hanno, però, deciso che non ho il permesso di presentare le mie vecchie canzoni in tv. Il motivo? Sostengono che io dovrei ri-registrare la mia vecchia musica prima di poterla suonare di nuovo, il prossimo anno. Inoltre, e questo non è il modo in cui avrei voluto darvi la notizia, Netflix ha creato un documentario sulla mia vita negli ultimi anni. Scott e Scooter hanno proibito l’utilizzo della mia vecchia musica o dei video delle mie esibizioni per questo progetto anche se nel film non si fa riferimento a loro o alla Big Machine Records», scriveva, infatti, la popstar.
https://www.youtube.com/watch?v=Dkk9gvTmCXYDa qui quella che sembrava una minaccia: «Scott Borchetta ha detto al mio team che mi permetteranno di utilizzare la mia musica solo se accetterò di non registrare nuovamente copie identiche delle mie canzoni il prossimo anno (cosa che ho il diritto di fare e che non vedo l’ora di fare) e se io e il mio team smetteremo di parlare di lui e Scooter Braun». Braun, uno dei boss del settore musicale mondiale e nuovo proprietario della Big Machine Records, e Borchetta, ceo della società, avrebbero ottenuto circa l’80% dei ricavi unicamente grazie alla musica di Taylor Swift che, nel frattempo, è passata alla Republic Records. «Nessuno di questi due uomini ha scritto le mie canzoni. Per favore, fate sapere a Scott Borchetta e Scooter Braun cosa ne pensate. Non hanno fatto nulla per creare il rapporto che ho con i miei fan. Ecco perché ho bisogno del vostro aiuto. Quello che sto subendo è sbagliato». Un appello che ha finalmente dato i suoi frutti.