«L’Amica Geniale»: come sono i primi due episodi di «Storia del nuovo cognome»
Lenù è in piedi sul pianerottolo mentre aspetta che Lila apra la porta e le mostri la sua nuova casa, quella che Stefano, suo marito, ha comprato per loro in un nuovo quartiere del rione, più moderno e colorato. Le fa vedere il soggiorno e poi il bagno, la cucina e la camera degli ospiti, la zona notte e la zona giorno. Si muove come se fosse un automa, così magra e così puntuta nel maglioncino rosa pallido e nelle lenti scure che è strano che indossi dentro casa. «Perché non te li togli?» le chiede Lenù. «Perché non voglio farmi vedere così. Degli altri non mi importa niente, ma di te sì» risponde Lila sfilandosi gli occhiali da sole e mostrando un livido che si estende su tutta la guancia, un regalo di Stefano della loro prima notte di nozze ad Amalfi. I primi due episodi di Storia del nuovo cognome, la seconda parte dell’Amica Geniale che arriva il 10 febbraio su Raiuno ed eccezionalmente al cinema il 27, il 28 e il 29 gennaio, sono tutti in questa scena qui: nelle amiche che cercano di riconoscersi nello sguardo dell’altra chiedendosi dove siano finite le ragazzine che leggevano Piccole Donne e scappavano dall’ombra minacciosa di Don Achille.
https://www.youtube.com/watch?v=oj7jaWVaWWQ&t=30sIn Storia del nuovo cognome non c’è tempo per riassunti o scene d’introduzione: è un continuum diretto con l’Amica Geniale e chi non si è appassionato ai primi episodi difficilmente troverà il modo di raccapezzarcisi. «Capitolo 9» si legge, infatti, dopo lo scorrere dei titoli di testa mentre l’azione riprende esattamente dove si era interrotta: da Lenù e gli altri che rientrano a casa dopo il matrimonio di Lila. Sono cresciute, ma sembrano ancora possedere un pezzo dell’innocenza che avevano quando erano piccole: Lenù è ancora impegnata in una gara per non arrivare ultima rispetto a Lila – «quello che fai tu, faccio io» -, e Lila combatte una vita che non si è scelta esercitando l’unica arma di cui dispone, disobbedendo. La trama è veloce, ti tira dentro ai drammi che si consumano nella vita delle protagoniste con un senso di impotenza che ulula forte: perché Lila, una straordinaria Gaia Girace, è passata dall’essere la ribelle che nessuno riusciva a domare a, come dice lei, «uno straccio per lavare a terra»? Perché Lenù, una grande Margherita Mazzucco, è ancora intrappolata nell’inedia di non riuscire a fare mai niente da sola e di non potere esprimere il dissenso di fronte a chi considera l’amica alla stregua di un «ramoscello da spezzare»?
Il mondo di Elena Ferrante, che collabora anche qui alla sceneggiatura insieme a Francesco Piccolo, Laura Paolucci e al regista Saverio Costanzo, è riportato nella fedeltà e nella crudezza raccontate nella tetralogia. L’amore e l’odio, la vendetta e l’invidia si intrecciano fino a comporre una matassa che lo spettatore s’impegna a sgrovigliare piano piano. Specie di fronte a scene nelle quali sentiamo gli uomini ripetere che le donne «devono essere obbedienti» e «devono essere educate»: frasi inaccettabili che ci spingono a una riflessione più profonda su dove stiamo andando, se i tempi di ieri sono, in fondo, così dissimili da quelli di oggi. La serie, prodotta da Fandango, The Apartment e Wildside in collaborazione con Rai Fiction ed HBO Entertainment, si conferma un gioiello del servizio pubblico, un unicum della prima rete che, qui, realizza un prodotto ancora più accurato e dallo sforzo produttivo non indifferente: 125 attori, 8.500 comparse, 860 bambini, più di 2.000 costumi e 1.700 paia di scarpe per un colossal che ha tutte le carte in tavola per eguagliare, se non superare, il successo riscosso dalla prima stagione. Due degli otto nuovi episodi – il quarto e il quinto – saranno, poi, diretti da Alice Rohrwacher: una novità sia per il cast che per il pubblico che potrà vedere in che maniera cambierà la prospettiva con un’altra professionista dietro la macchina da presa. Intanto, l’appuntamento con la prima visione mondiale di Storia del nuovo cognome è per lunedì 10 febbraio alle 21.25 su Raiuno e online su RaiPlay.