Pistoia, niente reddito di cittadinanza per un numero sbagliato
PISTOIA. Ottiene il reddito di cittadinanza ma non riesce a riscuoterlo. È la storia surreale di un uomo di 54 anni (di cui omettiamo il nome, essendo coinvolti nella vicenda anche dei minori, nda), disoccupato, residente in una frazione di Pistoia, che dal 1° dicembre lotta disperatamente contro le piaghe incessanti della burocrazia. Forse solo grazie all’intervento del “Tirreno” questa storia potrebbe avere un lieto fine.
A bloccare tutto sarebbe un banale numero di telefono sbagliato che impediva alla sede centrale di Poste di parlare con il disoccupato pistoiese per dirgli di rinnovare la “carta acquisti” in modo da poterci versare il denaro. Una notizia che, se fosse stata trasmessa agli sportelli ai quali il malcapitato si è rivolto quasi ogni giorno, avrebbe risolto il problema in pochissimi minuti.
Sposato e con tre figli a carico, l’uomo per giorni è rimasto in preda alla disperazione più totale.
«Non ce la faccio più – ha raccontato – non so come campare, andiamo avanti a pasta e sale, non abbiamo altro. Fortunatamente la piccola almeno a pranzo mangia all’asilo, altrimenti non saprei come sfamarla. È pazzesco, i soldi sono sul conto, li ha erogati l’Inps a Poste Italiane ma queste ultime non mi permettono di riscuoterli perché mi dicono risulti un “errore anagrafico”. Ma come è possibile? Sono venti giorni che faccio la spola tra i vari uffici di tutta Pistoia e nessuno riesce a risolvermi questo problema». Dopo aver ricevuto l’indicazione di chiamare la sede centrale, l’uomo ha chiamato il numero verde più volte, facendo diversi reclami. «Mi hanno detto che mi avrebbero ricontattato ma passano i giorni e non accade niente».
L’uomo racconta di aver percepito il reddito di cittadinanza per 18 mesi, dopodiché ha dovuto rifare domanda e modificare il proprio documento Isee perché nel frattempo si è sposato e ha adesso anche la moglie a carico e i tre figli di lei. «Ho perso già un paio di mesi per rifare domanda e sistemare l’Isee – continua – poi finalmente la domanda è stata nuovamente accolta dall’Inps e mi è arrivata comunicazione dei soldi di nuovo disponibili depositati a Poste Italiane. Quindi per l’Inps tutto è apposto. Così mi sono adoperato subito per riscuoterli ma è stato impossibile».
L’uomo lavorava come meccanico in un’area di servizio e ha perso il lavoro a causa del Covid. I figli più grandi della moglie sono iscritti all’ufficio di collocamento ma non riescono a trovare lavoro. «Come facciamo ad andare avanti così? Non sappiamo cosa mangiare, ho l’affitto da pagare e le bollette. Mia mamma un pochino ci aiuta come può, ma è molto anziana e percepisce la pensione minima. Sono anche invalido al 78%».
Poste Italiane, interpellate da “Tirreno”, ha spiegato che i soldi del reddito di cittadinanza devono essere erogati su una “carta acquisti”, ma che quella in questione era inutilizzabile perché scaduta. Sembra che la sede centrale abbia cercato di mettersi in contatto con l’uomo ma che non sia riuscita a rintracciarlo perché in possesso di un numero di cellulare errato. Insomma, un banale scambio di numero ha finora bloccato l’erogazione di denaro indispensabile per consentire ad una famiglia di sopravvivere. La speranza è che nei prossimi giorni il problema si risolva. —
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