Ricoverato in ospedale per un ictus, cade e muore: ai familiari risarcimento da 630 mila euro
PORDENONE. Ricoverato all’ospedale di San Vito al Tagliamento a seguito di un ictus, un anziano si è alzato dal letto ed è caduto nel bagno dell’ospedale, procurandosi fratture al costato. Il trauma subito ha provocato un’emorragia interna, alla quale è seguito il decesso.
I figli e la moglie, assistiti dall’avvocato Antonio Malattia, hanno prima promosso un accertamento tecnico preventivo e poi hanno intentato una causa civile, nel 2018, all’allora azienda per l’assistenza sanitaria 5 del Friuli occidentale.
Il 14 novembre il giudice Francesco Petrucco Toffolo ha accolto parzialmente la richiesta risarcitoria e ha condannato l’azienda sanitaria a pagare agli eredi del paziente deceduto la somma complessiva di euro 633.233,16 euro, a titolo di risarcimento dei danni, spese legali, rivalutazione e interessi.
Il giudice ha disposto una seconda consulenza tecnica d’ufficio, su istanza dell’azienda sanitaria. L’avvocato Malattia ha evidenziato che dalla consulenza sono emerse mancanze da parte della struttura sanitaria ritenute decisive nel causare il decesso del paziente: il consulente tecnico d’ufficio ha ritenuto che l’anziano avrebbe potuto essere salvato, se l’emorragia fosse stata risolta.
All’epoca dei fatti la copertura della responsabilità civile era garantita per le aziende sanitarie a livello regionale con una polizza assicurativa stipulata con la società Am Trust international underwriters, che prevede una franchigia di mezzo milione di euro per sinistro. Una cifra inferiore all’importo invece fissato in questo caso dal giudice civile per il risarcimento ai familiari.
La Compagnia assicurativa ha comunicato all’Asfo che impugnerà la sentenza del giudice. Anche l’Asfo, con decreto del direttore generale, ha deciso di costituirsi in giudizio, affidando l’incarico all’avvocato Diego Modesti di Cervignano. Si profila all’orizzonte dunque un secondo round legale. —
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