Cortina: clienti a cena senza il pernottamento, l’Hotel de la Poste chiuso cinque giorni
CORTINA. Ospiti “imboscati” a cena: scatta la chiusura di cinque giorni per l’Hotel de la Poste di Cortina, dopo il provvedimento firmato dal Commissariato di polizia della conca ampezzana.
Il controllo è avvenuto nei giorni dell’Immacolata: dopo una decina di giorni di indagini, la polizia di Stato ha notificato ieri il provvedimento di chiusura di cinque giorni al titolare dell’Hotel de la Poste per il mancato rispetto delle misure antiCovid, da oggi al 26, giorno di Santo Stefano. Multa di un migliaio di euro e necessità di spostare la clientela che aveva prenotato il soggiorno cortinese, costretta ad emigrare in altri alberghi. Il blitz qualche giorno dopo l’apertura dell’albergo, avvenuta il 4 dicembre, proprio in concomitanza del ponte dell’8.
Secondo gli accertamenti della polizia di Stato, oltre una decina di commensali trovati a cena a cavallo del ponte dell’Immacolata, non erano clienti veri e propri (cioè con una prenotazione alberghiera), in regola con le disposizioni di ordinanze e Dpcm antiCovid che si sono ripetuti a raffica in questa seconda ondata di pandemia. Solo in parte, dunque, i commensali che erano seduti ai tavoli erano effettivamente turisti che avevano prenotato il soggiorno nel storico hotel, quattro stelle.
Come in tutti i territori, anche Cortina non è rimasta indenne dagli accertamenti degli organi di polizia su locali, ristoranti e alberghi: controlli molto stringenti, spesso operati in servizi definiti e mirati, coordinati anche dalla prefettura in tutte le zone bellunesi.
Il Commissariato ampezzano dal canto suo ha operato i propri controlli, tenendo conto anche dell’affluenza di turisti nella città dei Mondiali di sci e delle Olimpiadi.
Dunque nel weekend che portava al ponte dell’Immacolata, quando ancora teneva banco il dilemma “apertura impianti sì o no”, poi risolto a favore dei soli atleti tesserati, il Commissariato, diretto dal vice questore Luigi Petrillo, ha messo in atto dei controlli a raffica delle attività ricettive di Cortina.
Bar, pub, numeri di clienti permessi, cartelli esterni indicanti il numero massimo di avventori; e gli alberghi tra cene e pernottamenti, “day use”, cioè l’albergo ad ore, menu “a la carte”, e via di questo passo. Con un problema: al “de la Poste”, tra dieci e quindici persone che erano nel ristorante al momento delle verifiche della polizia, non avevano titolo a stare nella sala, seduti al tavolo per la cena: perchè dagli accertamenti non sarebbero risultati nella lista dei clienti.
Nel mirino, l’organizzazione di cene nelle quali i partecipanti erano persone che non erano alloggiate nell’hotel, come invece prevede il decreto in vigore.
La polizia ha effettuato il suo sopralluogo con operatori in divisa: i reparti del Commissariato hanno identificato tutti i clienti trovati in quel momento a tavola.
Il lavoro successivo, per gli inquirenti, è stato quello dell’incrocio dei dati con le registrazioni dell’hotel. Tenendo conto anche del fatto che ultimamente è molto in voga la prenotazione dell’albergo “a ore”: le offerte, visto il periodo, sono molto più varie anche nei periodi festivi. E sono molti gli ospiti che, piuttosto che prenotare soggiorni “insicuri”, si affidano alle toccate e fughe, anche per qualche ora sola.
Cenare in hotel avendo prenotato un day use, però, è difficile senza pernottare, come prevedono le norme.
Affiancata a questa soluzione, la polizia ha trovato anche degli “abusivi”, cioè persone che non erano registrate, o “amici” dei titolari e gestori della struttura.
Oltre alla identificazione di tutte le persone che erano all’interno, la polizia ha quindi incrociato i dati anche con i registri del quattro stelle. Dopo la decina di giorni di indagini, ieri c’è stata la notifica del provvedimento di chiusura per i cinque giorni previsti per il mancato rispetto delle norme dal punto di vista amministrativo. Per i “clienti” che non avevano motivo di essere alla cena, non sarebbero previste multe pecuniarie. Un migliaio di euro invece la sanzione per la stessa struttura, ma a pesare sono soprattutto i cinque giorni di provvedimento che ingloba tutte le feste natalizie. Sotto la lente, invece, ci saranno le presenze “day use” che stavano consumando la cena per una ulteriore verifica di eventuali violazioni. —