Mantova è maglia nera per casi di Covid ogni 100mila abitanti
MANTOVA. Continua ad essere preoccupante l’andamento della curva che disegna il tasso di positività sui tamponi eseguiti e Mantova si conferma ormai da più di un mese la provincia della Lombardia dove si registra il più alto in tasso di incidenza del virus ogni 100mila abitanti.
LA CURVA DEI CONTAGI NEL MANTOVANO
Un passo indietro. Secondo i dati elaborati dall’Ats Val Padana, nella giornata dell’8 gennaio Mantova aveva un’incidenza sui tamponi del 19,4%. Vale a dire che su cento tamponi effettuati quasi venti erano positivi. Cremona lo stesso giorno aveva una percentuale del 3,3%. Prendendo invece in esame la media mobile a sette giorni della prima settimana di gennaio, Mantova è intorno al 21%, contro l’8% di Cremona. Il tasso di positività sui tamponi a livello nazionale l’8 gennaio era del 12,5%.
Del resto già nelle due settimane dall’8 al 22 dicembre il monitoraggio della fondazione Gimbe aveva sottolineato che nel Mantovano c’era la più alta incidenza di casi ogni 100mila abitanti: poco sotto i 450 contro i 299 della media lombarda. La curva dei contagi dal 4 a 10 gennaio ha registrato 1.217 nuovi casi, contro i 936 della settimana precedente e gli 860 dal 21 al 27 dicembre. L’aumento è stato del 30 e del 41%.
Il quadro negli ultimi giorni è peggiorato. Nella settimana 6-12 gennaio la Regione Lombardia ha registrato un incremento percentuale dei casi totali di contagio da Sars-Cov-2 del 3,3% e nelle ultime due settimane si rileva un'incidenza di 298 casi per 100mila abitanti.
E Mantova? Sempre secondo il monitoraggio di Gimbe la nostra provincia resta purtroppo saldamente al primo posto in Lombardia per incidenza per 100mila abitanti anche nelle due settimane dal 29 dicembre al 12 gennaio. In particolare l’incidenza da 450 è passata a sfiorare i 600 casi, praticamente il doppio della media lombarda. L’incremento dei casi dal 5 al 12 gennaio è invece del 7% contro il 3,3 di media regionale.
Dietro Mantova, sempre per incidenza ogni 100mila abitanti, nell’ordine, si piazzano Sondrio, Como, Varese, Brescia e Pavia. Ben al di sotto della media regionale ci sono invece Lecco, Lodi, Milano, Cremona, Monza e Brianza e Bergamo.
In Italia nella settimana dal 28 dicembre al 3 gennaio si è osservato un peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese. L’incidenza a quattordici giorni è tornata a crescere dopo alcune settimane di decrescita e aumenta anche l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali.
L’indice di trasmissione nazionale è in aumento per la quarta settimana consecutiva e, per la prima volta dopo sei settimane, sopra uno. Tre regioni hanno un Rt puntuale significativamente maggiore di 1 (Calabria, Emilia Romagna e Lombardia) altre 6 lo superano nel valore medio (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta), altre quattro hanno un valore uguale (Puglia) o che lo sfiora (Lazio, Piemonte, Veneto). Una regione (Veneto) mostra un tasso di incidenza particolarmente elevato, rispetto al contesto nazionale.
L’epidemia, spiegano dal ministero della Salute, si trova in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate misure di mitigazione più stringenti.