Corrieri contro Amazon a Pisa: bloccate per 5 ore le uscite dei furgoni
PISA. Nel piazzale interno ci sono i driver al fianco dei furgoni con il motore spento. A pochi metri sulla strada i colleghi in sciopero schierati davanti al cancello rimasto chiuso fino al primo pomeriggio.
È l’istantanea di quello che è stato il quarto giorno di presidio contro Amazon nella sede di Montacchiello, snodo cruciale che copre le consegne sulla costa da Massa a Cecina. Lo sciopero contro le condizioni di lavoro dei dipendenti di due delle quattro ditte a cui il colosso ha affidato i trasporti ha bloccato il servizio fino alle 14.30.
Dopo un’assemblea convocata all’aperto intorno alle 8,30, decine di lavoratori si sono piazzati di fronte all’apertura dalla quale ogni giorno escono i furgoni per portare migliaia di prodotti ordinati online. L’esecuzione operativa di quelli che sono ritenuti i prodigi dell’e-commerce. Nei paradossi di un settore che con la pandemia ha incrementato fatturato e profitti, le sorti delle due aziende appaltatrici sono opposte. La Trasline (40 driver), di Pisa, ha annunciato il ricorso alla cassa integrazione. Al contrario alla Loed (90 lavoratori), di Collesalvetti, i dipendenti sono sovraccarichi di ordini da soddisfare in case, studi e attività commerciali. Sono i “soldati” del piccolo esercito di circa 250 lavoratori che ogni giorno si muove nelle strade per combattere la battaglia delle consegne. Velocità e puntualità per non macchiare il profilo personale con valutazioni negative.
Per motivi opposti anche ieri i driver delle due ditte (i driver della Trasline scioperano anche oggi) si sono trovati sullo stesso fronte per rivendicare una tutela dei diritti e una qualità sul lavoro denunciata come carente.
Marco Sarlo Ricci (Uiltrasporti) ha tenuto i contatti con i dirigenti della sede di Montacchiello. Telefonate su telefonate tra aggiornamenti e disponibilità a parole che non bastavano ai lavoratori,
«Chiediamo un impegno scritto sui carichi di lavoro» hanno ripetuto i lavoratori costretti, in alcuni casi, a garantire anche 150-160 consegne al giorno.
Nella tarda mattinata l’ipotesi di un incontro in programma domani è diventato un primo punto conquistato dai driver. Almeno è l’inizio di un confronto dopo la protesta di chi non vuole andare in “overdose” di consegne.
È previsto un collegamento da remoto con i sindacati e Assoespressi, l’associazione dei datori di lavoro. Amazon non ci sarà. «Da quello che sappiamo dovrebbero aver dato a Assoespressi la delega a rappresentarli» spiega Sarlo Ricci. —
LA RABBIA AI CANCELLI
PISA. «Fra un po’ ci chiederanno di guidare con il catetere».L’espressione colorita di un driver al sit-in di fronte alla sede di Amazon dà il senso di una pressione quotidiana sui conducenti-trottole che ora dicono basta. La logistica come completamento degli acquisti sul web non permette cali di livello. I ritardi so-no eresie non concepibili nella missione quotidiana di un settore in espansione geometrica. Un mondo di cottimisti di strada rac-contato nel 2019 dal regista Ken Loach che, nell’universalità del messaggio sui rischia dello sfrutta-mento, può valere anche per i corrieri che lavorano per conto della multinazionale.
“Sorry we missed you” (Mi dispiace non averti trovato) era il titolo del film, un’allusione al messaggio che i corrieri inglesi lasciano sulla porta o nella cassetta delle lettere quando, giunti all’indirizzo della consegna, non trovano nessuno in casa. Al protagonista i vecchi del mestiere consigliano di portarsi dietro una botti-glia per i bisogni fisiologici. «Vogliamo e abbiamo voglia di lavorare, ma non a queste condizioni» si sfo-ga una donna di 40 anni.