Fino a tre ore di coda in ospedale a Udine per le analisi del sangue, l’invito dell’azienda sanitaria: «Prenotatevi»
UDINE. Attese fino a tre ore e mezza per un semplice esame del sangue, con una media di una buona ora e mezza di fila in piedi, nel lungo serpentone formatosi nell’atrio del padiglione centrale. È stata una mattinata di passione, quella di ieri, per i malcapitati che l’hanno scelta per sottoporsi al prelievo all’ospedale Santa Maria della Misericordia.
A rendere tutto più difficile da sopportare, oltre ai tempi biblici e alla mancanza di sedie, raggiungibili solo dopo la lunga anticamera in atrio, visto il contingentamento degli accessi alla sala d’attesa, anche l’affollamento, con l’inevitabile restrizione degli spazi ben al di sotto del metro di distanziamento, e naturalmente il caldo.
Attorno alle 10 si è registrato anche lo svenimento di una persona in fila, un sessantenne di robusta corporatura, raccontano i testimoni, caduto a terra poi soccorso dal personale sanitario. «Per evitare disagi abbiamo reso disponibili degli slot destinati alle prenotazioni, la raccomandazione che mi sento di fare ai cittadini è di utilizzare questa opportunità, che evita ogni disagio».
Il direttore generale dell’Azienda sanitario universitaria del Friuli centrale (AsuFc) Denis Caporale replica così alle critiche e alle lamentele sulle lunghe attese. «Lunghe attese – dichiara ancora – legate anche all’insolito accavallarsi di due giorni di chiusura, la domenica e la festività del santo patrono, caduta di lunedì. Poche postazioni aperte a causa delle ferie? Il problema non è questo, siamo anche intervenuti, rafforzando anche il punto prelievi con personale aggiuntivo. Il fatto è che stamattina (ieri, ndr) abbiamo gestito ben 122 prenotazioni e questo ha inciso sulle attese di chi si è presentato senza un appuntamento». Una versione, quella del direttore generale, sostanzialmente confermata dai rappresentanti del personale.
Anche per Andrea Traunero, segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil, a causare i disagi è stato soprattutto l’afflusso anomalo di persone dopo i due giorni di chiusura. Ma c’è altro. «Soltanto l’hub di Udine – spiega – garantisce il servizio anche senza prenotazione, mentre gli altri punti prelievi del territorio lavorano esclusivamente su appuntamento. Presto, però, la situazione cambierà e sarà possibile accedere senza prenotazione a tutti i centri».
Quanto al possibile impatto delle prime rotazioni di personale dovute alle ferie, non sembra essere questa, al momento, la causa delle criticità. Pesa piuttosto, secondo il sindacato, una cronica carenza di personale, aggravata naturalmente dall’emergenza Covid, con il personale impegnato sul fronte delle vaccinazioni, i rallentamenti, il controllo degli accessi alle sala d’attesa e il conseguente formarsi di file in aree senza sedie e spazi adeguati ad anticamere anche lunghe come quelle cui sono stati costretti ieri i malcapitati presentatisi ieri in ospedale.