Zecche nel Bellunese, già registrati tre casi di Tbe. In aumento i malati di Borreliosi
Paola Dall’Anese / belluno
Dalla primavera di quest’anno ad oggi sono già tre i casi di Tbe o encefalite da morso di zecca registrati provincia. A riferirlo è il direttore dell’unità operativa di Malattie infettive, Renzo Scaggiante che ha preso in carico i pazienti.
Col bel tempo e la voglia di stare all’aria aperta, vista anche la “reclusione” obbligata a causa del Covid, sono tornati a farsi vedere i casi non solo di Tbe, che per fortuna si sono risolti positivamente con la guarigione delle persone che ne erano affette, ma anche di Borreliosi. «Stiamo vendendo in ambulatorio molti casi di pazienti colpiti da malattia di Lyme. Ed è normale», precisa Scaggiante, «con la ripresa delle attività all’aria aperta, delle passeggiate in montagna. La stragrande maggioranza di chi si rivolge al nostro servizio è asintomatico, e presenta eritema e febbricola: tutte cose che con una terapia adeguata possono essere risolte. Raramente vediamo sintomatologie più importanti. Vediamo persone della provincia, ma anche, in quanto centro di riferimento regionale per le malattie trasmesse da zecca, anche da fuori».
Da alcuni anni, infatti, da quando sono state redatte le nuove schede regionali, l’ospedale San Martino di Belluno è diventato centro di riferimento veneto per le patologie da zecca, specie per la Tbe, la più temuta. «Ci arrivano richieste di consulenza da tutti gli ospedali veneti, ma anche da fuori», sottolinea il primario delle Malattie infettive a cui fa capo il centro. «Riusciamo quindi a fare diagnostica più sofisticata rispetto ad altri ospedali su queste malattie trasmesse da questi parassiti e sicuramente abitando in montagna abbiamo anche l’occhio clinicamente più allenato a riconoscere i sintomi di queste patologie». E per evitare di ammalarsi, soprattutto di encefalite, il primario consiglia la vaccinazione. «La vaccinazione contro la Tbe è importantissima, è la strategia vincente: per questo in provincia di Belluno viene fatta gratuitamente da alcuni anni». Scaggiante lancia poi alcuni consigli andare in montagna in sicurezza. «Quando si va per boschi bisogna coprirsi bene, e al rientro a casa è consigliabile controllarsi il corpo per identificare subito la presenza di questi parassiti. Se si trovano, vanno tolti subito per evitare la trasmissione di malattie».
Ma le zecche sono in aumento, «forse perché il sottobosco non è tenuto più come una volta e sono aumentati gli animali serbatoio cioè la fauna selvatica», conclude Scaggiante, sottolineando come il virus della Tbe sia «presente in percentuale ridotta nel territorio rispetto al numero di zecche totali».