Capodanno a Modena, un tris di proposte evitando i pericoli di assembramento
MODENA “E quindi uscimmo a riveder le stelle” è il titolo e il motivo ispiratore del cartellone che comprende i tre eventi che vanno a chiudere il 2021 modenese, all'insegna della musica cantautoriale, delle raffinate arti circensi tipiche del "nouveau cirque" (rigorosamente senza animali) e del fascino del "videomapping" che illuminerà parte del nostro sito Unesco per celebrare l'avvenuta candidatura di Modena a "Città creativa Unesco". Così, nell'anno delle celebrazioni dantesche che va a concludersi, all'Alighieri sarà ispirato anche il capodanno, «in virtù di un 2022 decisamente migliore- ha affermato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli”- traendo ispirazione dall’ultimo verso dell’Inferno, quando il sommo poeta e Virgilio risalgono all’aperto sotto un cielo notturno e stellato e proseguono speranzosi il viaggio verso il Paradiso».
L’arrivo del 2022, promosso dal Comune di Modena, con il contributo di Fondazione di Modena e con la direzione artistica di Ater per un investimento che si aggira intorno ai 130mila euro, si festeggerà al Teatro Comunale Pavarotti-Freni con il brindisi di mezzanotte sulle note del concerto dei cantautori Colapesce e Dimartino. Ma l’ultimo dell’anno modenese non durerà solo il 31 dicembre, proseguirà fino a domenica 2 gennaio con il Duomo che prende vita tra luci e colori e spettacoli di circo contemporaneo con il "Teatro nelle foglie" al parco Ferrari.
«Ad aprire le danze il 31 alle 17 – specifica Roberto De Lellis, direttore di Ater- sarà allora la giovane troupe del “Teatro nelle Foglie” che si esibirà nello chapiteaux installato al Parco Ferrari, con “Kairos”, uno spettacolo adatto ad un pubblico di qualsiasi età, che unisce la forza del teatro di strada e la poesia del teatro di figura, tra acrobatica, danza, giocoleria e divertimento dove il filo conduttore è il tempo che magicamente si contrae e si dilata». Lo spettacolo, a ingresso gratuito su prenotazione sul sito www.teatronelle.it foglie, sarà ripetuto per più repliche fino al 2 gennaio.
Sempre il 31 alle 17.30 debutterà invece la prima proiezione sul lato del Duomo che affaccia su piazza Grande del videomapping realizzato dal light designer Carlo Cerri che condurrà il pubblico in un viaggio di luce dove la percezione di chi guarda è stimolata dall’illusione di un reale che va oltre il reale. La proiezione, un viaggio di luce e colori, accompagnato dalla musica di Händel, si intitola “Luce dal caos” e sarà ripetuta a intervalli regolari ogni mezz’ora dall’imbrunire di ogni giorno (dalle 17.30 alle 21.30 con una sospensione dalle 18 alle 19 quando si celebra la messa) fino al 2 gennaio.
«L’uomo è l’essere vivente che più di tutti ha lasciato traccia del suo passaggio, a volte di distruzione – spiega De Lellis- ma anche di arte e meraviglie, seguendo la necessità tutta umana di raccontare e rappresentare. Carlo Cerri riporterà sul Duomo di Modena traccia di questo passaggio, trasformando la pietra dura della chiesa in forme architettoniche in dialogo con quelle della natura, che ristabilisce gli equilibri che l’uomo altera».
Ultimi a entrare in scena, in ordine di orario, saranno ColapesceDimartino al Teatro Comunale con i quali si brinderà all'arrivo del nuovo anno. I due artisti saranno però anticipati sul palco alle 22.30, dall’attrice Lucilla Giagnoni che racconterà l’ultimo canto dell’Inferno come viatico per lasciarsi alle spalle le difficoltà del 2021 e aprire alla speranza per il 2022. A seguire ColapesceDimartino, i due cantautori consacrati quest’anno dal Festival di Sanremo con il singolo “Musica leggerissima”, si esibiranno in un concerto non a caso nella chiave della leggerezza e della stralunata ironia, rendendo poetico il contrasto tra i temi profondi che toccano con le loro canzoni e la voglia di spensieratezza che contraddistingue la notte più pazza dell’anno.
«Mi auguro – ha concluso l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi - che tutti gli eventi che abbiamo programmato possano avere luogo senza ulteriori restrizioni o annullamenti forzati a causa dell’inasprirsi delle misure di sicurezza che il Governo potrebbe mettere in campo già a partire da dopo domani. I dati dimostrano che le vaccinazioni stanno funzionando e questo ha permesso di far ripartire il mondo della cultura. Le voci che circolano in queste ore della possibile obbligatorietà di tampone anche per i vaccinati per accedere ai luoghi dell’intrattenimento, se dovessero venire messe in pratica, andrebbero a rompere quel patto di fiducia tra Stato e cittadini. Noi ovviamente faremo rispettare qualsiasi disposizione venga richiesta da parte del Governo, confidiamo però che non si arrivi a questa scelta che di fatto significherebbe chiudere di nuovo buona parte dei luoghi della cultura con conseguente davvero drammatiche».