Gorizia, pronta la mozione di sfiducia contro Ziberna, aperta la rincorsa alle 16 firme necessarie
GORIZIA Dagli annunci al pezzo di carta. Che, però, ora avrà bisogno di essere sostenuto dalle firme di sedici consiglieri comunali per essere presentato in Consiglio comunale.
La mozione di sfiducia a sindaco e giunta è pronta. A presentarla Franco Zotti. Ormai, è diventata un’ossessione per l’ex leghista, oggi capogruppo della lista monocellulare Legalizziamo. Che volesse rispedire fra le quattro mura domestiche l’amministrazione lo si capì già il primo aprile quando si arrampicò sull’impalcatura davanti al palazzo municipale per scrivere con lo spray nero “Tutti a casa”.
Oggi, una nuova puntata con un documento formale. Le premesse della mozione sono molto dure. Si parla di «arroganza di sindaco e esecutivo», di «arroccamenti», di «mancate risposte alla cittadinanza goriziana». Si enumerano quelli che vengono definiti i gravi misfatti dell’attività amministrativa: dal maldestro tentativo di realizzare il senso unico in corso Italia («Una sperimentazione incauta che ha comportato una spesa inutile di 100.000 euro») al mancato sviluppo dell’aeroporto Duca d’Aosta («Una gestione caratterizzata da poca trasparenza evidenziata dalla secretazione delle commissioni convocate ad hoc») per finire con la mancata riqualificazione del Palabigot («Che dopo roboanti annunci sulla stampa è rimasta una cattedrale nel deserto»).
«Un nefasto sistema di governo»
Un modus operandi che, secondo la mozione di sfiducia, evidenzia un «nefasto sistema di governo». «Non possiamo più ulteriormente assistere in modo passivo a un così grave degrado politico e amministrativo e vogliamo evitare di renderci complici di una inaccettabile inerzia delle istituzioni a danno dei cittadini che hanno riposto in noi le loro esigenze».
La mozione, per passare, avrà bisogno di 21 voti favorevoli ma c’è la partita, antecedente e dall’esito non scontato, della raccolta di 16 firme di consiglieri comunali.
Ci saranno? Zotti ammette che c’è un problema. Parte da lontano per arrivare al punto, al vulnus. «La verità è che poche persone comandano la città. Non so nemmeno dire quante siano perché non si sono mai fatte censire». A chi si riferisce? «Siamo ostaggio della minoranza slovena che deve ancora studiare la mozione e decidere se firmare o non firmare, se votare o non votare. E tutti gli altri dicono che firmeranno soltanto se ci sarà anche la sottoscrizione dei rappresentanti della minoranza. Vi pare serio? Io ho coinvolto importanti esponenti sloveni per accelerare l’operazione, e spero che faranno le giuste pressioni sui “loro” consiglieri perché questa mozione di sfiducia è necessaria se vogliamo il bene della città».
«Vogliamo il commissario»
Nel documento inviato compaiono, per ora, due firme: quella di Zotti e quella di Serenella Ferrari. «Non ce l’ho con il sindaco, personalmente mi è anche simpatico, ma non posso sopportare che si sia affidato a una squadra di assessori che, tranne qualche rara eccezione, non sanno governare. Meglio il commissario, costerebbe meno».
Infine, un nuovo rimbrotto su quelle che il contras definisce «spese folli». E il suo pensiero corre all’albero di Natale sistemato in piazza Vittoria. «Ho scoperto che ci costa 42.700 euro. Mi sembra un costo enorme e folle. Quando ho appreso che questi erano i soldi che andavamo a buttare mi è venuto da piangere. Vergogna. Questo è uno dei tanti motivi per cui mi auguro che l’opposizione si accodi alla mia mozione. Ma non sono geloso: se vogliono presentare una tutta loro, sono pronto a sostenerla. Ho la penna in mano».
La tranquillità del sindaco
Il sindaco Ziberna, già nelle passate settimane, manifestò tranquillità di fronte a tale, possibile scenario che non gli toglie il sonno. «Perché dovrei temere una mozione di sfiducia? È dal giorno in cui ho vinto le elezioni che l’opposizione in senso più largo chiede che io tolga il disturbo e ritorni a casa. Nulla di nuovo sotto il sole. È una costante».