Covid, Zaia: «Medici aggrediti da pazienti No vax che rifiutano le cure»
Venezia. Pazienti No vax ricoverati negli ospedali che aggrediscono verbalmente medici e infermieri, impegnati a curarli. La denuncia arriva dal presidente della regione Luca Zaia, nel corso del punto stampa Covid, improvvisato al termine della conferenza stampa organizzata a palazzo Balbi, a Venezia, per parlare dell’impianto di bob per le Olimpiadi Milano-Cortina.
Una denuncia chiara, che tuttavia non riesce a suonare come una novità. Ci sono i degenti che richiedono di essere sottoposti a determinate terapie. Altri che impediscono ai medici di curarli. C’è persino chi si è lasciato morire. È il caso di un 47enne padovano, pur vaccinato con doppia dose, che il 6 dicembre è stato ucciso dal virus. Aveva rifiutato le cure.
Intanto gli ultimi dati parlano di 4.716 nuovi casi in 24 ore, 62.774 positivi e 26 decessi soltanto ieri, più di uno all’ora. Crescono anche i ricoveri: sono 1.167 in area medica (+48) e 174 (+7) in Terapia intensiva.
«Tra i degenti che si trovano in Rianimazione, oltre il 70% è No vax. Ma ci spaventa un dato riguardo ai vaccinati: sono tutti ultra 80enni che ancora non si erano sottoposti alla terza dose. Soprattutto per gli anziani, fare il booster è fondamentale. Dopo cinque mesi dal richiamo, i titoli anticorpali calano nettamente» fa presente Zaia, ricordando che gli over 80 possono accedere alla terza iniezione senza prenotazione.
Intanto il 26 dicembre verrà inaugurato un nuovo hub vaccinale a San Vendemiano (Treviso), dove verranno sottoposti alla profilassi anche i bambini. Un’ultima battuta sulle ordinanze dei sindaci, che spingono per le strette nelle piazze: «Sono con loro».