L’Italia del rugby scrive la storia: l’Under 20 batte 6-0 l’Inghilterra a Treviso
TREVISO. Storico. Italia Under 20, annichilisce gli inglesi, detentori del torneo. E riscrive i libri di storia: mai nell’era recente, una juniores avevano battuto i pari età d’Oltremanica. Bisogna scomodare davvero gli annali: Ci era riuscita prima solo l’Italia U19 di Ino Pizzolato, con un certo Troncon. Primi anni ’90...
Chapeau a coach Brunello, gioiello della nostra scuola tecnica, e ai suoi ragazzi, autori di una prova straordinaria, soprattutto in difesa, dove hanno eretto un bunker impenetrabile per gli avversari, rimasti a secco sul tabellone. Anche qui, robe da scomodare le enciclopedie del rugby della Rosa.
Una vittoria che fa impazzire Monigo e porta credibilità al nostro movimento, tanto più quando la nazionale maggiore non vince da 7 anni un match del Sei Nazioni. E qui l’impresa del XV di Brunello assume davvero i connotati di un messaggio rivoluzionario ai salotti che contano. Brindano il presidente Innocenti e la Fir, per uno dei migliori auspici sul futuro del nostro rugby. Ci sono i mille vivai, non solo del Veneto – ma certo i trevigiani presenti a Monigo hanno vissuto una sera due volte speciale – c’è un movimento che deve lasciarsi alla spalle errori gestionali e geopolitici ai limiti dell’autolesionismo.
Treviso si conferma talismano azzurro – quante prime volte a Monigo? Abbiamo perso il conto, ormai – e catino di passione e febbre azzurra con pochi eguali. Come si fa a cancellarlo per 20 anni dagli eventi azzurri? I 2500 sono stati il sedicesimo uomo, che ha accompagnato le giocate e i placcaggi azzurri, fino al delirio finale, e alla commovente trionfale passerella dei protagonisti. C’è un fotogramma che dice tutto: 36’, l’arbitro francese Groizeleau è sicura nel punire l’indisciplina azzurra. Cinque, sei falli, uno di seconda. Sui 5 metri gli inglesi non piazzano, giocano rapido due volte, poi drive e ruck con Knight smarcato sotto i pali. Ma il flanker viene letteralmente imbragato dalle terze azzurre, e sospinto collettivamente indietro di 15 metri, fino al turnover.
E pensare che dopo due minuti Pani aveva avuto la palla meta, su perfetto cross di Teneggi. Ma l’ovale gli sfuggiva incredibilmente al momento di schiacciare. È allora salita in cattedra la mischia: prima linea monumentale, con Genovese e Rizzoli fenomenali (5 carrettini a 1, una presenza straordinaria in campo aperto).
Le seconde a dare consistenza e spinta, terze libere di chiudere i varchi e di raddoppiare sui portatori di palla. Strepitoso capitan Ferrari, anche con la sua personalità E un muro tanto solido quanto mobile, contro cui gli inglesi sbattono sempre: marcano solo con l’ala Bailey, ma una stupidissima ostruzione di Litchfield sul nostro estremo Mey vanifica tutto. Teneggi, autore del 3-0 in avvio, sbaglia poi un penalty non impossibile. E aiuta un magico scippo di Passerella. L’apertura azzurra si rifarà nella ripresa (6-0), mentre l’Inghilterra vedrà stamparsi sul palo il calcio del 6-3. Touche in crisi per i nostri, Mey salva su Moore lanciato in incrocio verso la meta. La difesa azzurra tampona sempre.
Dove non arriva, ecco gli errori inglesi (9 di handling, alla fine); l’asfissiante pressione paga. Pani sguscia via, ma non ha sostegno interno; sugli sviluppi penaltouche e maxi maul per il calcio del possibile +9. No, ma anche Teneggi centra il palo. C’è la ruck per il drop ammazza-partita, ma l’apertura non chiede palla. Monigo è una bolgia. Cronometro, vola, l’impresa è dietro l’angolo. Fusco, perché quello stupidissimo fallo? Buon che Rubinato sporchi la touche inglese, e la maul-cassaforte azzurra custodisca l’ovale.
È fatta! E Treviso vive un’ altra serata da raccontare ai nipotini. Li avete sentiti, i clacson nella notte? Monigo in delirio, caroselli a go go. È rugby, baby.

