Nuoto nell’acqua ghiacciata, è veneto il bronzo ai Mondiali. Rossi: «Questione di testa: l’impatto è terribile»
TREVISO. Un nuotatore da brividi. Alex Rossi, 45enne di Codogné, è fresco – anzi, gelido – quattro volte medaglie di bronzo ai mondiali di nuoto in acque fredde: appena tornato da Glogow, in Polonia, l’atleta ha partecipato al 4° campionato internazionale di Ice Swimming ed è giunto terzo nei 250, 100 e 50 metri stile libero e nei 50 metri farfalla al primo tentativo in una rassegna mondiale, facendo anche registrare il terzo tempo di sempre nei 250.
Inoltre, c’è da segnalare un quinto posto nei 500 metri stile libero. Ciò che però sorprende è la temperatura dell’acqua della piscina polacca, 3 gradi, ma anche il contesto, con pioggia e vento gelido.
Dietro a Rossi, fisioterapista e socio del Kiné e nuotatore della Nottoli Nuoto di Vittorio Veneto, c’è una grande passione e dopo questa tappa mondiale ci sono tanti altri obiettivi da perseguire. «Pratico questa specialità da tre anni – inizia a raccontarsi Alex - penso di essere l’unico in provincia e, dunque, essendo da solo, mi accompagna la famiglia. Vado ad allenarmi nel lago di Revine o, d’inverno, al mare. E nuoto per la Nottoli da qualche anno in più e partecipo alle gare master».
Il fascino per il nuoto in acque gelide viene da lontano e si combina con gli aspetti benefici di questa pratica, se fatta in modo corretto.
«L’idea mi ha sempre stuzzicato, mi piace andare al mare, fare esperienze nei laghi e stare all’aperto. Mi sono informato e ho provato, anche se la prima volta è stata tragica: il 6 gennaio di tre anni fa mi sono tuffato a Caorle, mi mancava il respiro e pensavo fosse impossibile nuotare in acqua fredda.
Ora sto dentro anche 30 o 40 minuti: conta tanto la testa, bisogna superare il primo impatto psicologico e essendo fisiologico mi piace mettere alla prova il fisico, mi affascina allenare il corpo e la mente. Il freddo stimola molto il sistema immunitario e il grasso bruno – purché non si esageri – e poi gli effetti benefici sono a livello personale e psicologico con l’acquisizione di sicurezza in sé e conoscenza del proprio corpo».
E dunque arriva la prima partecipazione ai mondiali di nuoto in acqua fredda che ha dato ad Alex Rossi tante soddisfazioni, sia di risultati sia personali: «Era la mia prima esperienza di gara. È stata interessante e ai prossimi mondiali che si svolgeranno in Francia nel 2023 andrò più preparato: se si vuole fare prestazione bisogna nuotare velocemente e non è come allenarsi in piscina, anche i 250 metri sono impegnativi. Dovrò allenarmi ancora di più perché l’impatto con l’acqua fredda non è facile: nella prima gara, quella dei 500 metri, sono partito forte e a metà stavo pensando di ritirarmi. Ho ripreso il mio equilibrio e ho concluso. E poi è bello vedere gente proveniente da tutto il mondo, chi non prova fa fatica a interpretare la realtà e le prestazioni».
Quattro medaglie di bronzo sono solo un punto di partenza: «Forse la prossima settimana vado in Austria a provare i 1000 metri in un lago. L’anno prossimo l’obiettivo è di fare gare più lunghe e provare il miglio – 1625 metri - che sarebbe l’apice. Bisogna essere sufficientemente veloci per concludere in tempi ragionevoli».
Infine, Alex dedica un pensiero alla famiglia e a quella allargata della Nottoli di Vittorio Veneto: «Ho tre figli che mi danno una mano a rivestirmi quando esco dall’acqua e mi prendono sempre in giro quando bevo il tè e tremo di freddo. In Polonia era diverso, c’erano le saune e gli idromassaggi caldi mentre quando vado ad allenarmi al lago tremo per 30 o 40 minuti e mi scaldo in macchina. E ci tengo a rivolgere un pensiero alle piscine di Vittorio Veneto che, come tutte le realtà del nuoto, sta vivendo un momento di forte crisi tra costi e tutto. Si fa poco per aiutare questo mondo, ci sono tanti nuotatori che fanno ottime cose ed è un peccato non essere supportati. Io nuoto nell’acqua gelata ma non posso farlo sempre».

