Morto sul lavoro: il cestello aveva passato il collaudo
COMACCHIO. Il dolore non passa ma si acuisce, mentre la mente cerca riposte che non si possono ancora trovare. La famiglia di Pierantonio Ferraresi, morto sul lavoro a 44 anni, non riesce a darsi pace e per il momento aspetta solo di capire quando potranno dare l’ultimo saluto a quell’uomo dalla presenza forte e discreta. Il 44enne, che lavorava da tanti anni per Deltambiente, venerdì si trovata a Cervia per potare alcuni alberi, quando il cestello su cui era salito si è staccato dal braccio della gru ed è precipitato: per lui non c’è stato nulla da fare.
L’autopsia sul corpo, contrariamente a quanto detto inizialmente, è stata invece prevista dopo il primo esito delle perizie tecniche: ci vorrà dunque ancora qualche giorno prima che il corpo sia restituito alla famiglia. Grazie anche a quanto riferito da un collega, testimone oculare della tragedia, gli inquirenti ritengono che non ci siano dubbi sulla causa del decesso.
L’inchiesta. Fulcro dell’inchiesta sarà invece la consulenza tecnica, che verrà disposta per capire come e perché la piattaforma metallica si sia staccata dal braccio metallico issato.
Accertamenti chiave per delineare se sia trattato di un guasto, di una rottura o se possano configurarsi errori umani. L’esito di tali verifiche sarà l’aspetto determinante ai fini dell’individuazione di eventuali profili di responsabilità; proprio per questa ragione al momento nel fascicolo aperto per omicidio colposo non risultano indagati. In base ai primi riscontri dei carabinieri e del personale della Medicina del lavoro, presenti sul posto insieme al procuratore capo Daniele Barberini, per ora non sarebbero emerse irregolarità; il mezzo (che è stato sequestrato) era stato sottoposto a collaudo pochi mesi fa, prima dell’estate, era sollevato da terra e sostenuto dalle barre telescopiche come previsto, mentre l’operaio deceduto indossava guanti e caschetto, oltre a essere imbracato.
Sotto il profilo delle norme di sicurezza, quindi, le procedure sarebbero state rispettate. Resta al momento inspiegabile la natura del cedimento. Quello che forze dell’ordine e autorità giudiziaria cercheranno di capire affidando l’incarico a un perito che possa fare luce su un dramma al momento senza un perché. Insomma, bisognerà aspettare ancora qualche giorno prima di capire se qualcuno verrà iscritto nel registro degli indagati e a che titolo.
In paese. Il sindaco di Comacchio, Pierluigi Negri, ha intanto fatto sapere che il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino: «Non ci sono parole; è una tragedia nella tragedia, ogni morte sul lavoro lo è. Una preghiera e un abbraccio alla famiglia».
L’inizio del 2022 vede numeri terrificati per quel che riguarda le morti sul lavoro e si contano già più di venti vittime. I dati invece dell’Inail impongono una importante riflessione: nel 2021 sono morti 1. 404 lavoratori per infortuni sul lavoro, di questi 695 sui luoghi di attività (+18% rispetto all’anno 2020), mentre i rimanenti “in itiniere”, vale a dire nel tragitto verso o dal posto di lavoro. I dati risentono anche delle restrizioni decise per fronteggiare la pandemia. In Emilia Romagna si sono contate 53 vittime e a Ferrara cinque. «Una strage che deve vedere la parole fine», ha concluso il sindaco Negri.
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