Un'altra persona dorme all’ex Mutua: «Cerco solo un lavoro per poter ripartire»
COPPARO. Non appena se ne è andato Mustapha, ecco purtroppo un’altra persona, stavolta copparese, pronta a subentrare al suo posto per dormire all’ingresso dell’ex Mutua. Un altro caso umano che fa rabbia, perché riguarda una persona con ancora una vita davanti, ma uno di quei casi che ha visto proprio di recente in consiglio comunale a Ferrara l’apertura di un dibattito da parte del consigliere di M5s, Tommaso Mantovani. E questo copparese, il 40enne Antonino De Tommasi, era al banchetto di raccolta firme a sostegno di questa battaglia a Ferrara.
Purtroppo, il 40enne arriva da una serie di vicissitudini molto complesse, non solo legate al lavoro ma, soprattutto, familiari, che lo hanno portato a decidere di vivere all’aperto, in attesa di un aiuto che chissà se arriverà.
Dalle stelle... E dire che Antonino, per gli amici Antonio, nella carriera musicale Anthony Rmx, in passato stava bene, molto bene. «Vivevo in provincia di Bologna - ci racconta - e lavoravo praticamente tutte le sere nei migliori locali di Bologna. Ero un dj e percussionista, ho scritto un sacco di canzoni e realizzato dischi. Stavo proprio bene. Poi ho anche trovato un lavoro a San Pietro in Casale». Ma qui sono iniziati i problemi e il declino, legato a rapporti molto conflittuali con i familiari, in particolare con il padre. Un crollo veloce che lo ha portato a perdere il lavoro di commesso a San Pietro in Casale e addirittura alla cancellazione del proprio nome dell’apposito registro per dj. «Sono stato screditato ovunque, non ci sono particolari motivi, diciamo che la mia colpa maggiore è quella di essere la pecora nera della famiglia». Finito il primo matrimonio per il copparese arriva un’altra relazione e un nuovo matrimonio, da subito ostacolato dalle rispettive famiglie. «Avevamo tutti contro, sempre perché la gente ha parlato male di me in giro. E quando ho perso l’ultimo lavoro anche mia moglie se ne è andata e sono dovuto tornare a casa dalla mia famiglia, dove però c’è un ambiente ostile a me».
«Io deriso». L’ultimo lavoro è quello in un’agenzia di vigilanza: «Non mi pagavano e continuavano a chiedermi di lavorare, ho risposto che non lavoro gratis e mi sono licenziato... avanzo 21mila euro».
De Tommasi è il classico esempio di persona che fatica ad accettare questa “nuova” vita: quando si è abituati a un tetto, un lavoro e soldi in tasca poi è difficile trovarsi a elemosinare un pasto. «Ho una certa dignità, chiedo semplicemente un lavoro, per acquistarmi una piccola auto e tornare a essere indipendente. Sono iscritto in tutte le agenzie interinali, mando curriculum in giro ma nessuno risponde. E qui a Copparo quelli che prima mi chiedevano favori ora mi deridono e mi danno del morto di fame. Mi potrebbe salvare la musica, ma a causa del Covid faccio pochissime serate e non bastano per vivere».
De Tommasi ha incrociato nei giorni scorsi il politico copparese Giovanni Mazzorana, che si è subito interessato al suo caso, ritenendo inaccettabile che al giorno d’oggi una persona debba dormire in strada. «Ringrazio lui e ringrazio un mio amico che per alcune notti mi ha preso in casa, dicendo che io non posso essere un senzatetto. Ma ora è così, spero solo di avere presto un lavoro».
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