Gigi Bici andò a Calignano per restituirle la pistola La donna furibonda afferrò l’arma e lo uccise
la ricostruzione
pavia
Gigi Bici è stato ucciso perché non voleva fare del male a nessuno. Una retromarcia, rispetto all’impegno che aveva preso con Barbara Pasetti, che la donna ha vissuto come un tradimento. Così quando la mattina dell’8 novembre l’uomo si è presentato a casa sua, con la sua Polo bianca, per dirle che non voleva più prendere parte al piano criminale di aggredire o uccidere l’ex marito Gian Anfrea Toffano e per restituire l’arma, lei è esplosa.
Criscuolo tentennava da mesi, nonostante avesse ricevuto alcune somme di denaro, come anticipo. Ma soprattutto, secondo la ricostruzione della procura, quel passo indietro era per la Pasetti un secondo fallimento, visto che ci aveva già provato da sola a fare del male all’ex marito, mettendo del veleno in due caffè, come denunciato dal padre di suo figlio agli inquirenti.
La delusione della donna in pochi istanti si è trasformata, secondo la ricostruzione dell’accusa, in pensiero omicida. Poi in azione. Criscuolo si trovava nel cortile dell’ex convento, in quel momento, ancora seduto in auto e aveva il finestrino di guida abbassato.
Si era fatto aprire il cancello ma non aveva voluto scendere dalla macchina. Il tempo di comunicare la sua decisione e restituire l’arma, poi sarebbe andato via. Ma Pasetti, che indossava un paio di guanti bianchi, secondo la procura ha voluto che quell’incontro avesse un’altra conclusione: ha afferrato l’arma, l’ha puntata contro Criscuolo e ha fatto fuoco. Un colpo a bruciapelo, alla tempia sinistra. Il proiettile ha trapassato il cranio dell’uomo e ha colpito il vetro del lato passeggero, mandandolo in frantumi. Alcuni pezzi di vetro sono finiti nel canale scolmatore del cortile, protetto da una grata.
Pasetti deve rispondere anche di occultamento di cadavere. Non solo, per la procura, avrebbe fatto fuoco, ma, da sola, avrebbe anche spostato il corpo della vittima, tirando giù dalla macchina Luigi Criscuolo ormai senza vita e caricandolo su un carrello di ferro. Da qui, lo ha portato sul retro della casa e poi, a ridosso del Natale, lo ha scaricato nel luogo dove la stessa Pasetti lo ha fatto ritrovare, il 20 dicembre. Il corpo era coperto di fogliame e arbusti provenienti da piante presente all’interno della villa, come confermato dalla perizia disposta dai magistrati.
Dopo il delitto, Barbara Pasetti ha pensato di spostare la macchina della vittima, che avrebbe dato nell’occhio, visto che si trovava nel cortile di casa, tra il cancello e la porta di ingresso.
Quindi, sempre indossando i guanti bianchi, si è messa al volante e ha portato l’auto fino al boschetto di pioppi, dove nel pomeriggio è stata ritrovata dopo la segnalazione di una residente. La Polo bianca di Criscuolo lungo il tragitto è stata anche ripresa da una telecamera in via Vistarino, poco prima del boschetto. La persona al volante, secondo gli inquirenti proprio la Pasetti, indossava un abito rosso e un paio di guanti bianchi. Gli stessi, è l’ipotesi della ricostruzione, indossati mentre freddava con un colpo di pistola l’uomo che si era rifiutato di essere suo complice in un delitto. —