Gigi Furini, l’arte di raccontare 80 storie incredibili di calcio
Gigi Furini ha diverse doti, ma la principale è quella di raccontare storie. E dopo aver fatto per molti anni il giornalista, nella sua seconda vita si è dedicato a scovare vicende bizzarre, aneddoti, curiosità del suo sport preferito, il calcio che da anni commenta nel “salotto” di TeleLombardia.
Dopo aver scritto alcuni libri di successo - il più noto è “Volevo solo vendere la pizza” - da alcuni anni narra vicende sportive in chiave umanistica sulla Provincia Pavese nella rubrica settimanale “Faccia da stadio”, che esce tutti i sabati.
Un editore campano - Urbone Publishing -, ha intercettato alcuni di questi scritti, gli ha chiesto di ampliarli e ne ha fatto un libro spassosissimo “Il giocatore che ha mangiato una supposta e altre storie incredibili di calcio e di vita”.
A parte la veridicità delle vicende umane narrate, il desiderio del giornalista di Lungavilla - vive a Pavia , ma è orgogliosamente legato al paese d’origine - è quello di scovare vizi, virtù nascoste e originalità di personaggi noti, o meno noti. La storia del titolo riguarda un calciatore brasiliano che mangia davvero la supposta per curarsi l’influenza e si causa la gastroenterite.
personaggi noti
Ci sono vicende d’altri tempi. Valentino Mazzola, stella del grande Torino, che preferisce la squadra del dopolavoro dell’Alfa Romeo al Milan. Juan Alberto Schiaffino, uno dei giocatori più tirchi della storia, che rifiuta addirittura un caffè, se non era sicuro di non pagarlo. O che, quando gioca a Milano, non compra l’auto, scroccando passaggi dai compagni più giovani.
Gigi Riva, il “rombo di tuono” battezzato da Gianni Brera (spassosissimo il capitolo che lo riguarda) rifiuta un contratto d’oro, ma non come calciatore: il regista Franco Zeffirelli lo vuole - per 400 milioni, tanti soldi - come attore nel ruolo di San Francesco in un suo film.
Indimenticabili le battute di alcuni allenatori, a partire da Nereo Rocco, all’epoca tecnico del Padova. Un giorno arriva la Juventus e gli dicono. «Che vinca il migliore». E lui, in veneto: «Sperem de no».
piedi piatti
Tra le vicende davvero incredibili c’è quella di Johan Cruijff, uno dei migliori piedi della storia del calcio, riformato dal militare perché aveva i piedi (forse d’oro), masicuramente piatti. Imperdibili le battute dell’allenatore Vujadin Boskov: «Pallone entra quando Dio vuole», oppure «Chi non tira in porta non segna», o l’arcinota «Rigore è quando arbitro fischia» e ancora «Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0».
A proposito di allenatori e massime, bellissima quella attribuita al “Trap”: «I giocatori sono liberi? Certo, di fare quello che decido io». —
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