Finte epigrafi del proprio direttore. Condannato ex impiegato della Cna di Treviso
Inviava lettere anonime, simili ad epigrafi, con data di nascita e presunta morte all’allora direttore di Cna Treviso, Giuliano Rosolen, 69 anni, per farsi consegnare la somma di 644 euro, che lui riteneva di sua spettanza per una sostituzione di tre mesi che aveva fatto, nel corso del 2017, come impiegato amministrativo presso la sede degli Artigiani in Strada Ovest.
Dopo una rapida indagine della polizia, il presunto autore di quelle minacce è stato individuato ed è stato anche rinviato a giudizio per tentata estorsione nei confronti di Rosolen. Dopo tre anni di processo, il giudice Alberto Fraccalvieri ha condannato l’autore di quelle lettere minatorie, A.B., 52 anni (difeso dall’avvocato Marco Vocaturo), alla pena di 4 mesi di reclusione, derubricando il reato di tentata estorsione a quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
I fatti risalgono al novembre del 2017 quando il direttore di Cna Treviso trovò, nella cassetta delle lettere di casa, una busta bianca, senza francobolli né mittente. Il fatto insospettì fin da subito Rosolen. Una volta aperta, all’interno, trovò un foglio nel quale era raffigurata una lapide con la foto di Rosolen al posto di quella del defunto. Nella raffigurazione della lapide c’era anche il nome e cognome del direttore di Cna Treviso, la data di nascita e la scritta Treviso 19.12.2017, ossia la data della sua presunta morte.
Una lettera dal chiaro contenuto minatorio che Rosolen, chiaramente preoccupato, consegnò, all’indomani della sua ricezione, agli agenti della squadra mobile di Treviso, quando denunciò il fatto in questura. Le indagini degli agenti della squadra mobile furono rapide e risalirono all’identità del presunto autore del fatto. Si trattava di un ex impiegato di Cna, che per tre mesi aveva fatto una sostituzione.
L’impiegato, a sostituzione terminata, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, aveva più volte protestato, in sede di Cna e nei confronti dello stesso direttore, in quanto reclamava un arretrato di oltre 600 euro mai saldato. Per questo motivo avrebbe preso di mira il direttore di Cna Rosolen. Nel computer dell’impiegato, successivamente sequestrato, gli agenti trovarono poi il file con l’epigrafe contro Rosolen.
Da qui l’accusa nei confronti dell’impiegato, laureato in economia e commercio, A.B., 48 anni, residente in un paese della Marca, di tentata estorsione. Un’accusa pesantissima per la quale, sulla carta, rischiava una condanna a molti anni di galera. È passata invece la linea difensiva dell’avvocato Vocaturo che è riuscito a far assolvere l’imputato anche dall’accusa di ricettazione di un telefonino rubato nel Montello ad un’anziana, trovato in casa dalla polizia durante la perquisizione.