La Triestina è bella, ma spreca troppo: pari stretto a Padova
PADOVA. L’Euganeo, teatro di tante battaglie, consegna ai tifosi alabardati la miglior Triestina della stagione. Il pareggio è un ottimo risultato ma sta stretto a un’Unione che deve fare il mea culpa per alcune chance sprecate e per un pareggio arrivato nel finale per un intervento maldestro di Matosevic. Resta comunque, oltre al punto prezioso, una prestazione di grande intelligenza e intensità da parte dei ragazzi di Gentilini. Dopo la rete di Masi nella ripresa Germano e Mbakogu non hanno concretizzato le giocate dei compagni. Non si può avere tutto ma Celeghin e compagni rafforzano con questo derby la possibilità di una rimonta verso la zona playout.
LE SCELTE
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Il tecnico Gentilini non modifica il suo tradizionale credo tattico ma rimescola gli attori. L’assenza di Felici (infortunato) dà l’opportunità a Germano di trasferirsi sulla corsia esterna più avanzata lasciando il ruolo di terzino destro a Malomo. Al centro della difesa giostrano Masi e Picentini, con Rocchetti a sinistra. La diga davanti alla retroguardia è affidata a Celeghin con Lollo al posto di Gori. Davanti confermati Tavernelli alla spalle di Mbakogu. Torrente risponde con il tridente composto da Liguori, Bortolussi e Cannavò.
AVVIO FRENATO
La Triestina copre bene il campo a un Padova troppo macchinoso per trovare spazi. Così la prima occasione la crea una verticalizzazione di Dezi che pesca il gioiellini Vlasic la cui stoccata è respinta benissimo da Matosevic (14’). L’iniziativa è comunque tutta del Padova e l’Unione è arroccata.
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FUORI MALOMO
Al 20’ brutto fallo di Cannavò su Malomo che prende un colpo alla testa. Il difensore deve lasciare il campo in barella. Una tegola non da poco per Gentilini che comunque ha Ciofani da impiegare a destra.
IL VANTAGGIO
L’Unione va in vantaggio. Celeghin batte un angolo, sponda di testa di Ciofani e Masi da due passi mette il pallone in rete alla mezz’ora. I padroni di casa subiscono il colpo e tardano a organizzare una reazione. Si va al riposo con l’Unione in vantaggio e i fischi dell’Euganeo.
LE OCCASIONI
Si riparte sullo stesso cliché del finale di primo tempo con il Padova che fa fatica a districarsi sul pressing (lavorano bene anche Tavernelli e Mbakogu) della squadra di Gentilini.
I biancoscudati di Torrente cercano di accelerare ma manca la precisione nel passaggio finale. E allora entrano Russini e Cretella per Cannavò e Belli.
La Triestina però è viva e Donnarumma si supera al 15’ su diagonale da destra di Tavernelli e dopo 2’ Germano da solo in area non fa male ai suoi ex compagni. Poteva essere il colpo del ko. E ancora lo stesso Germano in contropiede a mettere i brividi a Donnarumma.
IL FINALE
La Triestina, nonostante il rammarico per il raddoppio mancato, resta sempre sul pezzo e si tiene alta grazie al lavoro di Tavernelli e a Mbakogu che non sbaglia un tocco anche se manca il raddoppio in modo goffo su assist di Rocchetti. Esce Lollo stanchissimo ed entra Crimi.
Torrente si gioca davanti anche la carta Ceravolo al posto di un Dezi poco convincente. Escono anche Mbakogu e Tavernelli per Adorante e Minesso.
Al 42’ però arriva il pari con il corner lungo di Raddrezza, uscita a vuoto di Matosevic, e di testa Delli Carri insacca al 43’.
Un vero peccato ma le occasioni fallite si pagano. L’Unione non le ha pagate come era successo a Lignano contro il Pordenone. È già un buon passo in avanti e soprattutto due risultati positivi consecutivi (e in trasferta) in questa stagione non si erano ancora visti. Bene così anche se con rimpianto.

