Spacciava cocaina dai domiciliari: arrestato 35enne di Rivarolo
RIVAROLO. Uno avrebbe continuato a spacciare anche dai domiciliari, a Rivarolo. Mentre l’altro sarebbe stato protagonista di un goffo tentativo di disfarsi di oltre un chilo di marijuana, quando, inseguito dai carabinieri, avrebbe gettato il borsone con l’erba sottovuoto nel giardino di casa di due anziani di Volpiano.
Tra i 17 arresti dell’operazione Piazza Pulita eseguiti nella mattinata del 6 giugno dai carabinieri della Compagnia di Rivoli, che si è snodata le province di Torino e Sanremo, ci sono anche due canavesani.
Per il 35enne di Rivarolo Daniele Leffi, che era appunto ai domiciliari, è stata disposta dal gip di Torino Claudio Ferrero la misura della custodia cautelare in carcere. Per il 46enne di Volpiano Luca Cevenini, incensurato, sono scattati gli arresti domiciliari. Ieri, giovedì 8 giugno, è stato convalidato il suo arresto anche a Ivrea dalla gip Ombretta Vanini su richiesta del pm Daniele Piergianni, perché durante l’esecuzione della misura cautelare, i carabinieri di Volpiano hanno rinvenuto un ingente quantitativo di hashish.
Per Leffi emerge un quadro indiziario grave. Il rivarolese era in contatto con Vincenzo Raso, ritenuto dal gip una figura di primo piano nel traffico di cocaina. Leffi, in particolare, si sarebbe servito come corriere di Domenico Damiani di Valperga (per cui non è stata emessa misura cautelare), arrestato in flagranza nel dicembre 2020 con circa 100 grammi di cocaina. E, proprio grazie al sequestro del suo cellulare, i carabinieri sono risaliti alle conversazioni con Leffi e hanno formulato l’ipotesi che Damiani agisse proprio come suo corriere, comprando la cocaina a Torino per poi rivenderla in zona.
Attraverso le intercettazioni telefoniche i carabinieri, infatti, documentano conversazioni tra Raso e Leffi e tra quest’ultimo e Damiani. In un caso si fa cenno a un viaggio in Calabria che avrebbe fatto il corriere, dove la cocaina sarebbe stata nascosta all’interno della carrozzeria dell’auto e che sarebbe stato organizzato tramite i contatti di Raso. E la droga era occultata così bne che Leffi, in una conversazione, fa persino cenno all’aiuto di un carrozziere per ritrovarla.
In un altro caso, invece, viene documentata una cessione che secondo i carabinieri sarebbe stata effettuata da Damiani per conto di Leffi. Al telefono si parla di «cinque giubbotti», che i militari interpretano come 5 grammi di cocaina.
Diversa è la posizione di Cevenini, incensurato, ma a cui è stata applicata la custodia cautelare visto l’ingente quantitativo di marijuana, piovuta dentro casa dei due ignari anziani di Volpiano. Che, spaventanti, hanno subito chiamato la stazione dei carabinieri locale.
Poco prima i carabinieri hanno documentato un incontro tra Cevenini e altre due persone raggiunte da misure cautelari all’interno dell’operazione: Lorenzo Caputo e Ivan De Pietro. Dopo un incontro nel parcheggio del Bricocenter di Pianezza, i militari hanno cominciato a seguire Cevenini fino a Volpiano quando si è fermato nei pressi di casa sua. Quando però si sono qualificati e gli hanno intimato di scendere dall’auto, il 46enne ha ingranato la marcia ed è ripartito a velocità sostenuta. In quel momento ha chiamato di nuovo Caputo, rivelandogli di aver buttato tutto in un giardino.
La descrizione fatta dagli anziani dell’uomo che aveva gettato il borsone nel giardino, poi, combaciava con quella di Cevenini, secondo i carabinieri. Ora proseguono le indagini, che si trovano ancora in fase preliminare.

