Per commercianti e autonomi arriva un’altra sanatoria: multe ridotte su scontrini e ricevute. Pd e M5s: “L’evasione danneggia i contribuenti onesti”
Dopo i 12 condoni della scorsa legge di Bilancio e lo scudo penale per gli evasori condannati in primo grado, il governo Meloni tenta di raccogliere risorse per la prossima manovra varando una nuova sanatoria last minute. Le bozze del decreto Energia, atteso in consiglio dei ministri lunedì prossimo, prevedono infatti quella che viene definita “Emersione di base imponibile derivante dalle violazioni degli obblighi in materia di certificazione dei corrispettivi”. Tradotto: uno sconto sulle sanzioni per commercianti e autonomi che regolarizzano le violazioni relative a scontrini, ricevute fiscali o fatture commesse tra il primo gennaio 2022 e il 30 giugno 2023. Potranno chiudere la partita con l’erario pagando entro il 15 dicembre le maggiori imposte dovute, gli interessi e solo un diciottesimo delle multe previste, con una soglia minima di 2mila euro. Nonché con la presentazione delle dichiarazioni integrative se le violazioni hanno “comportato anche una infedeltà dichiarativa ovvero un omesso o carente versamento dell’imposta sul valore aggiunto calcolata in sede di liquidazione periodica”. Casi nei quali le sanzioni verranno ridotte alla metà.
Per le opposizioni è l’ennesimo regalo agli evasori. “No a nuove sanatorie, adesso sugli scontrini un’altra sberla ai contribuenti onesti”, ha commentato la segretaria del Pd Elly Schlein. “Il contrasto all’evasione non si fa a parole ma con i fatti. E nei fatti questo governo sta con chi evade le tasse a discapito dei tanti, tantissimi contribuenti onesti”, aggiunge il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli. “Oggi a ribellarsi a questa ennesima sanatoria dovrebbe essere proprio quella stragrande maggioranza di commercianti che pagano le tasse e che reggono l’economia del nostro Paese”.
La riduzione a un diciottesimo è lo stesso vantaggio offerto con la manovra per il 2023 a chi avesse commesso violazioni sulle dichiarazioni dei redditi e a chi decidesse di definire accertamenti, avvisi di liquidazione, avvisi di recupero di crediti d’imposta. Il nuovo “regalo” vale solo se le violazioni non sono già state oggetto di contestazione.
La mossa arriva mentre il governo è alle prese con la messa punto della Nadef che verrà portata giovedì in Consiglio dei ministri. Nella caccia alle risorse per la manovra si sta valutando come possibile entrata anche una tassa sulle vincite dei giochi. Oltre a ipotizzare di innalzare il deficit rispetto al 3,7% previsto nel Documento di economia e finanza di aprile. Dalla tassa sugli extraprofitti delle banche dovrebbero arrivare tra i 2 e i 3 miliardi, ma manca la quadra definitiva sulle modifiche e Forza Italia tiene il punto nel chiedere ritocchi al ribasso. Martedì è previsto un vertice di maggioranza con governo, capigruppo e relatori del provvedimento in esame in Senato e non è escluso che, visti i tempi stretti d’esame si ricorra, mercoledì, alla fiducia.
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