Dal baccalà di Scalfaro al babà di Bush: tutti i segreti di Catzola, lo chef dei presidenti
Sogni, passione, impegno. Con questi elementi, nulla può essere precluso. Pietro Catzola, chef del Quirinale da quando il presidente della Repubblica era Francesco Cossiga, che lo chiamò a Roma, lo sa bene. All’auditorium Don Bosco, ha raccontato ieri a 250 studenti dello Ial Fvg il suo straordinario percorso umano e professionale, racchiuso nel libro “Il cuoco dei presidenti” (Solferino). Un momento di confronto , moderato da Stefano Sangion di Electrolux Professional nell’ambito di “Ascoltare crescere, leggere”, rassegna organizzata da Euro 92 di Sandro Sandrin. L’incontro è stato introdotto dal presidente dello Ial Fvg, Luciano Bordin, e dal direttore generale Gabriele De Simone.
«Il mio libro nasce quando, l’8 settembre 1975, iniziai la mia carriera nella Marina militare italiana sulla nave scuola Vespucci alla Maddalena – ha spiegato lo chef –: l’istruttore ci invitò a tenere un diario, per poi chiederci di restituirglielo un anno dopo. Tuttora lo conservo sia perché mi è sempre piaciuto scrivere, sia perché l’esperienza insegna: anche dagli errori si impara».
Tra gli episodi che Catzola ha rievocato, «il baccalà troppo salato preparato per il presidente Scalfaro e sua figlia Marianna», ma anche il babà al rum preparato per il presidente statunitense Bush in visita al Quirinale durante la presidenza Ciampi.
«Un babà che dovemmo risciacquare: poco prima di servirlo, venimmo a sapere dalla sua scorta che il presidente Bush era astemio».
Raccontando nella sua opera i gusti dei presidenti della Repubblica, Catzola ha spiegato che «arrivando dalle navi al Quirinale nel 1989, su invito del presidente Cossiga, credevo di dover servire caviale e champagne ogni giorno, ma non è stato così: ognuno dei presidenti mangia come se fosse a casa propria, e dunque cose molto semplici, come gli spaghetti al pomodoro o l’uovo all’occhio di bue».
L’autore ha poi sottolineato il volere della presidenza della Repubblica di inserire nella brigata dei cuochi del Quirinale «persone disabili e ragazzi con sindrome di Down che interagiscono con noi nel quotidiano: ci fa molto piacere. Ci sono anche allievi degli istituti alberghieri da tutta Italia, che ospitiamo a turno nella brigata».
Rivolgendosi ai giovani, Catzola ha detto che «oggi anche nella mia regione d’origine, la Sardegna, e persino nel paesino dove sono nato, Santa Maria Navarrese nel golfo di Orosei, ci sono locali che chiudono per mancanza di personale. Mi pare stia venendo a mancare quello che invece mi sostiene ancora oggi e mi fa lavorare divertendomi tutti i giorni: la passione. Voi ragazzi avete bisogno di essere incoraggiati: ponetevi obiettivi, nulla vi è precluso. Volere è potere, dovete crederci e impegnarvi con creatività, tenendo conto che c’è anche il sacrificio che si deve fare ogni giorno, anche perché nel nostro settore si lavora anche il sabato e la domenica».

