La comunità bengalese di Venezia chiama a raccolta quanti condannano guerra e violenza
Una grande manifestazione veneta contro la guerra, ma soprattutto contro l’uccisione di bambini, anziani e donne palestinesi. A organizzarla Prince Howlader, bengalese con cittadinanza italiana, presidente di Giovani per la Pace, Youth for Humanity, che in una città multiculturale e multietnica oltre che multi-religiosa come quella di Venezia, ha deciso di far sentire la propria voce, per stimolare le coscienze.
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Le comunità bengalesi della città, hanno invitato per domenica 5 novembre alle 10, le comunità palestinesi del Veneto, meeting point la stazione di Mestre. Ci sarà la Comunità Islamica di Venezia e Provincia, ci saranno gruppi, associazioni e compagini di matrice islamica e cristiana, poco importa.
Prince Howlader, spiega subito: «Ho preso l’iniziativa, mi sono detto che non potevo stare fermo. La nostra è una manifestazione di solidarietà ai civili palestinesi, è una marcia per la pace contro la violenza gratuita di persone che non c’entrano nulla con le ideologie, donne e bambini. Tanto che durante la marcia sarà promossa anche una raccolta fondi a favore delle associazioni no profit che lavorano in Palestina da tempo».
Prosegue: «Non è una iniziativa connotata sotto al profilo religioso e nemmeno politico, è aperta a chi va in chiesa e chi prega in moschea, anche se probabilmente saremo in maggioranza musulmana, ma ci saranno anche cristiani». Non c’è destra o sinistra che tenga.
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Ed è aperta anche alla comunità ebraica: «Possono venire tutti, noi siamo contro la violenza di civili perpetrata da Israele, non interessa la ragione o il torto in merito ai conflitti, l’unico torto che non tolleriamo è la violenza gratuita, è ammazzare i bambini le donne e gli anziani, ciò cui stiamo assistendo e che ci fa soffrire».
Partenza dalla stazione di Mestre, poi verrà percorsa via Cappuccina, via Olivi, via Poerio fino a Piazza Ferretto. E quando si muovono i bengalesi, in città, riescono a mobilitare moltissime persone.
Tra i partecipanti ci sarà Khaled Al Zeer, invitato principale, presidente della Comunità Palestinese del Veneto. «Ringraziamo la comunità del Bangladesh che ci ha invitato, stiamo organizzando manifestazioni in tutto il Veneto e adesso ci stiamo allargando anche al Friuli. La nostra delusione è enorme, sia per quanto accade alla nostra gente a Gaza che per quanto non accade in Italia, in quanto la maggior parte di noi sono sono cittadini italiani ed è la prima volta che ci sentiamo abbandonati dalla politica internazionale italiana e dai media, che danno notizie a senso unico». Prosegue: «I canali mainstream trascurano che c’è stato un eccidio storico, un’onta di vergogna per chi lo commette e per chi lo guarda senza amore e senza prendere posizione. Ci sono nazioni come Spagna e Irlanda che si sono dissociate da questo macello per aiutare gli assediati di Gaza. Il governo di estrema destra israeliana fa tabula rasa vendicandosi con i cittadini inermi. E’ solo vendetta cieca che allontana ogni prospettiva di pace, nessuno la farà mai la pace, la politica di Netanyahu ci sta rovinando».
Prosegue: «La nostra tragedia dura da 75 anni, senza uno Stato palestinese i civili ci andranno sempre di mezzo. Governo e opposizioni in Italia fanno a gara a piangere le vittime di un solo popolo. Noi cerchiamo anche un contatto con le comunità ebraiche, perché la guerra tra Israele e Palestina non è una guerra tra noi e con noi non ha a che fare».

