Il Pd di Treviso:«Irpef, Conte stanga i ceti medio-bassi. Vi spieghiamo perché»
Un rincaro di costi per servizi ed energia da 2,3 milioni di euro cui si aggiungono maggiori costi del personale e, in aggiunta, maggiori costi per le materie prime in genere che pesano sugli appalti. Ecco il “buco” di bilancio che l’amministrazione Conte ha deciso di parare con l’aumento dell’Irpef e tagli alla spesa corrente. Una manovra in pareggio, pianificata per salvare il bilancio 2024 e quelli a seguire. «Una scelta per tutelare servizi e collettività» hanno sottolineato due giorni fa l’assessore al bilancio Riccardo Barbisan e il sindaco Mario Conte. Ma il Pd punta il dito contro quella che definisce una «flat tax regressiva, alla faccia della sacrosanta gradualità di contribuzione avviata da Manildo».
I numeri del bilancio
Per l’energia elettrica 1.124.688 euro in più tra 2021 e 2022 (con identica previsione di bolletta per il 2023); 27 mila euro in più per l’acqua; 454 mila euro in più per il gas al 2022 (anche qui con proiezioni simili per il 2023); 407 mila euro di aggiornamento Istat sul contratto del verde; altri 120 mila euro in più circa per i servizi e quasi 240 mila per assistenza domiciliare e deleghe Ulss. Eccoli i numeri del passivo da coprire, a cui si legano i minori introiti per le antenne (circa 1,3 milioni persi tra 2020 e 2022) e i costi del personale in crescita. Numeri a cui l’aumento generalizzato dell’Irpef (unica aliquota a 0,8 per tutti i redditi sopra i 16 mila euro) mettono un tampone non indolore per i contribuenti «ma necessario per mantenere i servizi alla collettività».
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La critica: «bugie, pagano i più deboli»
Ma l’opposizione non ci sta, ed alle parole di conte replica duramente. «Uno dei primi impegni dell’amministrazione Manildo era stato rendere progressiva l’addizionale Irpef con quattro scaglioni a salire in base al reddito. Tanti comuni in Veneto avevano preso esempio da questa scelta e lo stesso Comune di Padova ieri ha approvato il passaggio da aliquota unica ad aliquota progressiva.
A Treviso ci si muove esattamente in maniera opposta, facendo pagare l'aliquota a tutti, comprese le famiglie con redditi bassi. Una vera e propria flat tax regressiva» accusava ieri il gruppo consiliare, «proprio in un momento storico in cui le famiglie sono in difficoltà. E l’aumento colpirà soprattutto i redditi medio bassi, con aumenti anche di 200 euro per nucleo famigliare» continua il Pd. Di qui l’attacco: «Conte non prenda in giro i trevigiani dicendo che non ha fatto tagli al sociale, perché quello che ha fatto è ben peggio: farà pagare il sociale proprio alle famiglie. L’aumento dell’esenzione di mille euro (da 15 a 16 mila, ndr) è ridicola: chi avrà un reddito sopra i 16 mila pagherà l’addizionale anche su quei 16 mila. Per sindaco e assessori questo non sarà un problema: da gennaio il loro reddito raddoppierà».

