Zanetti e Zuttion, i due parroci ai fedeli in chiesa a Monfalcone: «Tutti hanno il diritto di pregare»
MONFALCONE. «La paura è sempre una cattiva consigliera, il confronto no». Don Flavio Zanetti, parroco di Sant’Ambrogio e dell’Unità pastorale di Monfalcone, ha deciso quindi con don Paolo Zuttion, parroco di San Giuseppe di largo Isonzo e Staranzano, di dare delle risposte agli interrogativi che in quest’ultima settimana afferma di essersi sentito porre da alcuni parrocchiani in merito al rapporto con i credenti di fede musulmana. I due parroci lo hanno fatto in forma scritta, allegando una paginetta al pieghevole che, dopo le letture della 23esima domenica del tempo ordinario, riporta avvisi e appuntamenti della settimana.
L’iniziativa è stata avviata sabato pomeriggio, all’ingresso della prima messa festiva, quella celebrata per il duomo di Monfalcone alle 18. Il pieghevole è stato consegnato ai fedeli da don Remo Ceol. «Rispondiamo, ovviamente in un’ottica cristiana, a quello che le persone ci hanno chiesto – spiega don Flavio – e non in base a un dibattito che non abbiamo seguito e che non ci riguarda. Le cose in città hanno avuto un’accelerazione negli ultimi giorni, con il clima che si è un po’ surriscaldato, ma, lo ripeto, la paura è sempre una cattiva consigliera». I parrocchiani, come afferma don Zanetti, hanno posto interrogativi sui centri culturali islamici a fronte dei temi sollevati dall’ordinanza dirigenziale emessa dal Comune di Monfalcone per ripristinarne la destinazione d’uso degli immobili impiegati in via Duca d’Aosta e in via Don Fanin ed evitare situazioni di rischio a causa del sovraffollamento. Da evitare, se è presente, come dicono i parroci, difendendo però il diritto a praticare la propria religione.
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«Auspichiamo che anche le altre confessioni religiose possano pregare in luoghi consoni – affermano don Zanetti e don Zuttion, di recente impegnato in un dialogo pubblico e interreligioso con l’imam Abdelmajid Kinani –, rispettando le norme del nostro paese, come facciamo noi». I sacerdoti intervengono poi sul tema della possibile radicalizzazione di credenti islamici. «Se a Monfalcone ve ne fossero, pensiamo che i veri musulmani saranno così saggi da emarginare e segnalare questi individui pericolosi per tutti, innanzi tutto per loro», scrivono nel foglio distribuito ieri e che lo sarà anche oggi.
Trasparenza e confronto, da parte di tutti, quindi anche da parte della comunità musulmana, possono però, secondo i parroci, essere elementi importanti nel favorire la comprensione reciproca e così la riduzione delle paure esistenti. A chi ha chiesto se esista un rischio di islamizzazione, i due parroci rispondono però in sostanza che al momento ne esiste forse più uno di “scristianizzazione”. «Se uno è musulmano, è libero di esserlo. Se uno è cattolico, è libero di esserlo – rispondono don Zanetti e don Zuttion –. Nessuno può impedirci di essere quello che siamo. Nessuno può islamizzarmi se io sono autenticamente un cristiano cattolico, che vivo, professo e testimonio serenamente la mia fede. Non sappiamo se questa società si islamizzerà ma certamente si sta scristianizzando: e questo non perché persone di fedi diverse sono venute qui ma perché troppi battezzati non vivono e praticano la propria fede».
L’invito conclusivo è comunque quello di «costruire un mondo fraterno». «E se tra i fratelli ci sono problemi, può domandare qualcuno? Risolviamoli, rispondo», ha detto ieri il parroco di Sant’Ambrogio.

