Travolto dal suo trattore mentre prepara il falò epifanico, muore cinque giorni dopo il ricovero
CORDENONS. Non ce l’ha fatta Guido Battistutta, l’81enne che nel pomeriggio di lunedì 18 dicembre era stato travolto dal suo trattorino mentre si trovava in un terreno privato di via del Makò, dove la parrocchia di San Pietro aveva in previsione di realizzare il 5 gennaio il tradizionale falò epifanico.
L’anziano, residente in una laterale di via Sclavons, a poca distanza dal luogo dell’incidente, stava trasportando delle ramaglie quando il mezzo agricolo lasciato con il motore acceso e staccato dal piccolo rimorchio è sceso lungo un pendio erboso, travolgendolo.
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L’uomo è stato avvistato da dei passanti e soccorso dal personale del vicino Distretto sanitario e da Fabio Maset, titolare dell’autoscuola Cordenonese, che stava effettuando delle lezioni di scuola guida nel vicino parcheggio e il quale ha chiamato il 112.
L’anziano è deceduto ieri all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, dov’era stato trasportato in condizioni molto gravi.
Pensionato, Battistutta si dedicava all’attività di agricoltore in alcuni appezzamenti di proprietà dell’azienda di cui è titolare la moglie. Lunedì l’anziano stava operando nel fondo di via del Makò che è di proprietà della Società Sofiachi e che in questo periodo è stato dato in comodato d’uso gratuito alla parrocchia di San Pietro per la realizzazione del falò.
«La parrocchia – precisano i tecnici – ha un regolare accordo di comodato d’uso, ma non ha ancora avviato le procedure per l’allestimento del falò, né ha dato l’autorizzazione a operare all’interno del fondo, tanto più perché l’allestimento del cantiere per il falò era in programma per la prossima settimana». La famiglia di Battistutta si è chiusa in un riservato dolore, mentre la morte dell’anziano ha scosso la comunità di Sclavons. La Procura ha dato il nulla osta ai funerali, che saranno celebrati la prossima settimana.
Nel frattempo il parroco don Ivano Zaupa fa sapere che il falò epifanico sarà annullato. La decisione era già nell’aria, ma è diventata ufficiale alla luce del tragico epilogo che ha avuto questa triste vicenda. «La comunità di San Pietro è vicina alla famiglia Battistutta – dice don Zaupa – e per rispetto nei confronti del suo dolore ha deciso che i festeggiamenti non si terranno, questo è un lutto che tocca l’intera comunità».