Dopo le mareggiate torna alla ribalta a Muggia la “strada di nessuno”
MUGGIA La “strada di nessuno” balza di nuovo agli onori della cronaca perché di questi tempi è divenuta l’unica arteria in grado di mettere in collegamento il valico confinario del Lazzaretto con la Slovenia e Muggia. Parliamo della strada di San Floriano, oggetto in passato di una serie di diatribe tra il Comune e l’ex Provincia, che per anni si erano rimpallati la competenza: il fatto è che poi, con la scomparsa della Provincia e la nascita dell’Uti prima e dell’Edr dopo, le cose non sono cambiate, anzi. Tanto che sulla questione si sono susseguite interrogazioni, mozioni, richieste ufficiali per venirne a capo.
L’ultima in ordine di tempo è la mozione presentata in occasione dello scorso Consiglio comunale da Loris Dilena del Gruppo misto, con la quale chiedeva al sindaco Paolo Polidori di «provvedere quanto prima a eliminare le criticità presenti sulla carreggiata». Mozione respinta in quanto «il Comune non risulta essere l’ente competente a intervenire». Poco dopo le violente mareggiate che hanno cambiato i connotati alla viabilità costiera muggesana dopo punta Sottile, la questione è stata sollevata anche dai titolari di due attività commerciali, Matteo Morgia del Mitylus e Fabio Valore del camping di San Bartolomeo, i quali, proprio sul Piccolo, avevano evidenziato «l’indubbia pericolosità» della strada, con «il manto stradale che necessita di un’importante manutenzione soprattutto scendendo da Darsella. La strada è tortuosa e con un maggior traffico sarà soggetta a ingorghi». La questione ha riportato a galla una mozione risalente all’ottobre del 2016, presentata da Roberta Tarlao di Meio Muja, che ora ha deciso di inviarla per conoscenza a Polidori: «Trovo scandaloso che non si riesca a dirimere la questione. Anche l’Edr non ha saputo rispondere al sindaco in maniera efficace», tuona la stessa Tarlao. La mozione del 2016 riporta che, «con l’assenso del Comune, il 12 novembre 1969, con deliberazione 113 la Commissione straordinaria per l’amministrazione provvisoria della Provincia decise di chiedere all’allora Ministero dei Lavori pubblici la provincializzazione della strada comunale» mentre «il Comune il 24 aprile 1972, con delibera consiliare 73, decise autonomamente di cedere la strada all’amministrazione provinciale anche nell’intento di far sdemanializzare poi i tratti interessati alle permute».
Entrambe le delibere non hanno concluso il loro iter e la questione è rimasta nel limbo dell’incertezza. E intanto per anni è continuato questo paradosso, con gli uffici comunali di Muggia che affermavano come la strada fosse stata costruita dalla Provincia, che aveva avviato le procedure espropriative, mentre la Provincia ribadiva la competenza del Comune di Muggia, evidenziando che «nessun onere presente o futuro potrà gravare, restando a carico del Comune ogni responsabilità verso terzi

