Ronchi mette sotto osservazione i ponti lungo il canale de Dottori
RONCHI DEI LEGIONARI Cinque ponti da passare ai raggi X. Sono quelli che, a Ronchi dei Legionari, si sviluppano a cavallo del canale de Dottori, opera irrigua dalla storia e dal passato davvero molto importanti.
L’amministrazione comunale ha affidato un incarico, con una spesa di 2.275 euro, alla Tecnoindagini di Cusano Milanino che, nelle prossime settimane, procederà alla digitalizzazione, alla classificazione del rischio, alla valutazione della sicurezza e al monitoraggio dei manufatti. Anche in funzione di eventuali interventi di manutenzione. «Un atto dovuto per legge – spiega il sindaco, Mauro Benvenuto – e una procedura che i nostri servizi tecnico e gare hanno affidato a una ditta specializzata nel settore che, nell’occasione, opererà con tecnologie avanzate in modo da farci comprendere in modo esatto quale sia lo stato di salute dei ponti, manufatti realizzati un centinaio d’anni orsono».
Cinque, come detto, quelli da monitorare, due dei quali, lungo viale della Serenissima e via della Rotonda, sopportano una certa mole di traffico. Non va dimenticato, poi, il sottopasso che si sviluppa tra via Manzoni e via dei Granatieri sul quale si affaccia un altro ponte sul canale de Dottori.
Gli altri due si trovano più a nord, lungo le strade che si diramano da via Redipuglia. Si tratta di infrastrutture, come detto, molto datate e che vanno, anche per la normativa esistente, tenute sotto controllo, verificati e digitalizzati. E sui quali, se necessario, si dovrà tempestivamente intervenire. «Ma lo possiamo fare – continua il primo cittadino – solo avendo a disposizione dei dati certi, oggetto di un’ispezione che solo un’impresa specializzata può giustamente ottenere».
Fu un’opera davvero avveniristica e lungimirante, quella inaugurata il 25 giugno del 1905, alla presenza delle massime autorità pubbliche e a perenne ricordo del benemerito presidente del Consorzio acque dell’Agro monfalconese, Antonio de Dottori. Antonio de Dottori nacque a Ronchi dei Legionari il 25 aprile 1817 da Giuseppe Felice e Antonia Monferà. Era il 24 settembre del 1873 quando venne costituito il Consorzio acque dell’Agro monfalconese. Una realtà che ha contribuito, proprio attraverso una capillare rete di irrigazione, al miglioramento delle colture, all’aumento delle produzioni e alla crescita economica dell’Isontino.
È stata, anche, volano per la nascita di consorzi irriguo-idraulici nella Venezia Giulia e nella Bassa Friulana. Un soggetto consortile definito, alla fine dell’Ottocento dall’ispettore ministeriale austriaco, ingegner Eduard Markus, una «Realizzazione unica nel suo genere in tutto l’impero Asburgico». La presidenza verrà affidata proprio a Dottori che, salvo alcuni momenti di scontri e contrasti interni, ricoprirà l’incarico fino al 1907, anno della sua scomparsa.
Una vita lunga e ricca di risultati e riconoscimenti. De Dottori, dal 1851 al 1865, sarà podestà eletto di Ronchi, non ancora dei Legionari, e per molti anni deputato provinciale, eletto nel 1862. La lezione di vita che Antonio de Dottori ha trasmesso ai posteri è un patrimonio prezioso, una testimonianza esemplare del ben operare, un valore che va assolutamente preservato dall’oblio e dalla patina del tempo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA

