Vigevano, la vicesindaca Segù: «Elimineremo le barriere architettoniche»
VIGEVANO. Combattere le barriere architettoniche si può. E soprattutto si deve, almeno a leggere il comunicato che la vicesindaca Marzia Segù ha mandato dopo le polemiche nate per i recenti lavori alla palestra di palazzo Esposizioni.
«Ho dato mandato agli uffici di interfacciarsi con le associazioni affinché, prima della fine del mio mandato, la città di Vigevano sia dotata del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, lo strumento individuato dalla nostra normativa per rilevare, classificare e superare le barriere architettoniche insistenti sul territorio e in particolare sugli edifici pubblici e gli spazi pubblici urbani, cioè strade, piazze, parchi, giardini». La città in effetti è tutto fuorché a misura delle carrozzine e delle persone non deambulanti, disabili o solo in movimento con bastoni o altri strumenti. Marciapiedi stretti, pochi scivoli e pendenze da addolcire, palazzi anche pubblici che non sempre sono accessibili: l’elenco potrebbe durare molto a lungo. È ovvio che si può fare di più e meglio.
Quello che in sostanza non è stato possibile (o peggio non è stato considerato) nella ristrutturazione dei gradini esterni della palestra di palazzo Esposizioni, ma anche del bar tabacchi poco distante. Molto bello l’effetto scenico dell’intervento in corso, sicuramente anche con la massima attenzione al progetto iniziale, ma sconfortante per chi fatica a camminare o proprio non può farlo. Oltretutto l’impianto sportivo, a cui manca anche una pellicola sulle vetrate che impedisca da fuori di vedere dentro, è utilizzato anche da un’associazione di volontariato di natura sportiva. «Per far entrare i disabili – conferma Enzo Miraglino dell’associazione “Ricominciamo a volare” – qualcuno deve aprire il cancellone che porta nel cortile e da lì il disabile può raggiungere la palestra. Abbiamo comunicato la criticità in municipio ma senza ottenere alcuna risposta concreta».
La vicesindaca taglia corto: «Il progetto relativo a palazzo Esposizioni – spiega Segù che ha delega ai lavori pubblici – ha previsto esclusivamente il restauro delle facciate, senza interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, che potranno essere oggetto di ulteriori interventi nel rispetto di un edificio storico tutelato dalla soprintendenza».