Fdl contro il CultFest, mozione in Consiglio a Pavia: «Inaccettabili striscioni contro le forze dell’ordine»
Pavia. Tra il 23 e il 27 settembre scorsi il cortile Teresiano, normalmente adibito a parcheggio del personale dell’università di Pavia, ha ospitato la quarta edizione del festival musicale CultFest.
Dal rock alla musica elettronica fino al reggae, per cinque giorni diversi gruppi si sono alternati in un evento «pensato per scardinare la retorica della malamovida», come dichiarato dagli organizzatori. L’iniziativa era organizzata da Arci Radio Aut e Coordinamento per il diritto allo studio con il cofinanziamento di Cariplo e del Comune di Pavia. Non sono però mancate le polemiche: alcuni esponenti di Fratelli d’Italia hanno denunciato l’esposizione durante il festival di uno striscione contenente la scritta “1312”, un acronimo che sta per “All cops are bastards” (“Tutti i poliziotti sono bastardi”). La scritta era inserita in uno striscione che ricorda il ferrarese Federico Aldrovandi, ucciso a 18 anni il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Per la sua morte sono stati condannati a tre anni e mezzo quattro poliziotti per omicidio colposo.
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L’attacco
Matteo Chiù e Nicola Niutta, consiglieri comunali a Pavia per FdI, hanno presentato al Consiglio comunale di lunedì 29 settembre una mozione chiedendo al Sindaco e alla Giunta di prendere una posizione sulla questione.
«Tale striscione costituisce un grave insulto alle Forze dell’Ordine. Più volte esponenti dell’Amministrazione comunale, incluso il Sindaco, hanno presenziato all’evento senza che sia stata espressa alcuna condanna o richiesta di rimozione», questa è l’accusa dei consiglieri, che sottolineano anche come «il Comune di Pavia abbia finanziato con 20mila euro di risorse pubbliche il CultFest». La richiesta è stata quindi quella di chiarire se l’amministrazione comunale intende condannare pubblicamente l’accaduto e prendere provvedimenti nei confronti delle associazioni organizzatrici dell’evento.
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Gli organizzatori
Federico Melchionna, di Arci Radio Aut, si espresso in merito. «La scritta è comparsa su uno striscione in ricordo di uno studente ucciso dalle forze dell’ordine. Per questo la scritta “1312” va interpretata, non è un’offesa ma una presa di posizione ideologica – dice Melchionna –. Storicamente la musica porta con sè un’ideologia politica e in un festival musicale è normale che questa emerga, in maniera libera e civile».