Ferito al braccio da due ladri che gli rubano il portafoglio
VOGHERA. Aggressione l’altra sera a Voghera, in una traversa di via Vittorio Veneto, con l’uso di un’arma da taglio.
Sono da poco passate le 20, in via Ugo Bassi, quando Stefano Bellani, 48 anni, esce di casa con il sacchetto dell’immondizia, due passi verso i cassonetti, la tessera per aprire il contenitore della differenziata e poi, all’improvviso, il colpo alle spalle. «Credevo fosse qualcuno che mi conosceva», racconta. In un attimo si gira e davanti a lui ci sono due uomini, uno più alto e uno più basso, entrambi con giaccone scuro e cappuccio. Nessuna parola, poi una spinta violenta tra il muro e i bidoni.
È lì, in quel punto buio di via Ugo Bassi, che Bellani sente “pungere”: non una siringa, ma qualcosa di tagliente. «un coltello, un taglierino… un’arma da taglio», riferisce, ricordando il referto del pronto soccorso. Alza il braccio per difendersi e si ritrova «in un bagno di sangue», con ferite alle braccia. Gli aggressori, secondo il suo racconto, si allontanano subito.
Bellani riesce a rientrare in casa e chiama il 112. Arrivano l’ambulanza e una volante del commissariato, poi il trasferimento del 48enne in pronto soccorso e l’interrogatorio notturno. «Avevo paura, davvero: mi sentivo finito».
In ospedale l’uomo presentava numerose ferite da taglio a entrambi gli avambracci; i sanitari hanno suturato più lesioni, applicando numerosi punti su entrambe le braccia e assegnando 15 giorni di prognosi. Resta l’ombra della rapina: «Mi hanno sfilato il portafoglio», poi ritrovato vicino ai bidoni. E resta, soprattutto, la rabbia per la scarsa illuminazione: «Qui è buio, da tempo chiediamo più illuminazione». Sullo sfondo, la tensione di una zona che i residenti segnalano da anni per episodi di degrado: un contesto che, sottolinea Bellani, non autorizza accuse, ma rende ancora più urgente una risposta in termini di sicurezza e illuminazione. La polizia ha effettuato i rilievi e sta eseguendo le indagini; la felpa insanguinata è stata sequestrata.

