Ragazzi ucraini in vacanza dalla guerra «Così vivranno un momento di libertà»
CASTELLAMONTE. Martedì scorso, quando il volo Ryanair proveniente da Cracovia ha toccato la pista 18/36 dell’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, a bordo c’erano cinque passeggeri speciali. Oleksandra, Adelina e Akim, accompagnati da Valeria e Olha Kravchenko , sono scesi dalla scaletta quasi smarriti. Per la prima volta nella loro vita, un aereo non portava bombe, ma era il mezzo per avere un po’ di felicità.
IL SOGNO DI NATALE
Questa speranza era nata a Natale, nel gelo dei rifugi di Kramatorsk. Nonostante le paludi burocratiche, la cronica scarsità di fondi e l'ombra di un conflitto che non dà tregua, l’associazione La Memoria Viva è riuscita a regalare dieci giorni di pace in Canavese. Il viaggio, infinito, è iniziato tra le macerie del Donbass, proseguendo, in autobus e in treno, per Leopoli e Cracovia, fino all’approdo a Caselle. All’appello, tuttavia, mancano due compagni di viaggio. Un bombardamento ha centrato in pieno il palazzo dove vivevano, proprio alla vigilia della partenza. L’esplosione ha distrutto tutto, compresi i passaporti e i certificati di nascita necessari per espatriare. Con gli uffici dell’anagrafe di Kiev paralizzati dall’emergenza, per loro il viaggio è solo rimandato. La Memoria Viva ha scelto di non sostituire i due bambini con altri profughi, decidendo invece di destinare i fondi già stanziati al restauro della loro casa colpita. L'appuntamento per loro è fissato per l'estate, quando i ragazzi rimasti in Ucraina arriveranno in Canavese.
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«A Natale, durante la nostra ultima missione, avevamo conosciuto questi bambini, stressati, che vivevano nei bunker e nei sotterranei – confida Roberto Falletti dell’associazione – abbiamo così deciso di organizzare questa piccola vacanza per far godere un periodo di libertà. È la prima volta che ospitiamo bambini del Donbass. Per questi piccoli, abituati a vedere nel cielo solo aerei pronti a seminare distruzione, il volo verso l'Italia rappresenta non solo una vacanza, ma una fondamentale terapia psicologica». Inizialmente il progetto prevedeva l'accoglienza di dieci bambini, ma la realtà dei costi ha imposto un ridimensionamento. Tuttavia, la determinazione di mantenere quella parola data a Natale ha prevalso, garantendo il viaggio ai piccoli e alle loro mamme.
DIECI GIORNI PIENISSIMI
Il programma dei dieci giorni in terra piemontese è fitto e simbolico. I piccoli ospiti avranno modo di conoscere Castellamonte, per poi visitare il castello di Agliè e la città di Ivrea. Uno dei momenti più attesi sarà la trasferta di oggi a Viareggio: un ponte ideale tra le montagne e il mare, per celebrare la festa della Liberazione all'insegna di quella libertà che in Ucraina è ancora un miraggio. Ad accompagnare il gruppo ci sarà la stessa Olha Kravchenko, responsabile dell’associazione La comunità della città vecchia. La sua presenza ha un valore istituzionale oltre che umano: vuole ringraziare personalmente gli imprenditori e i cittadini canavesani che in questi mesi hanno donato generatori, aiuti medici e i mezzi blindati necessari per le evacuazioni dei civili. E la macchina della solidarietà ha partorito un nuovo risultato concreto: la partenza del terzo veicolo blindato.
«Abbiamo creato una sinergia con due importanti associazioni, Liberi oltre le illusioni e Lilea di Firenze – spiega Falletti –. Questo mezzo, destinato all'oblast di Charkiv per operazioni di evacuazione civile coordinate dall'associazione Svita, porterà con sé messaggi di pace perché possa esserci un 25 aprile anche in Ucraina. Ed è anche per questa ricorrenza che abbiamo dedicato questa missione a Eugenio Bozzello, scomparso il 2 aprile di due anni fa, e che per molti anni è stato presidente onorario di Memoria Viva». —