Delitto di Villa Pamphili, Kaufman rifiuta il ricovero in ospedale: la giustizia è sotto scacco
Francis Kaufmann, l’uomo che uccise la compagna e la figlioletta a Villa Pamphili, dovrà stare un mese in un reparto psichiatrico perché al momento non è capace di partecipare al processo. Avrebbe un disturbo psicotico acuto e transitorio che necessita di cure. Lo ha stabilito la Corte d’Assise della Capitale. Ma c’è una novità: l’americano ha rifiutato il ricovero e cosi tiene sotto scacco la giustizia per un fatto di cronaca gravissimo.
Per la parte civile simula
Secondo Roberta Bruzzone, criminologa e consulente della parte civile, Francis Kaufmann simula perché vuole evitare l’ergastolo. La criminologa sostiene che, ” stia fingendo una condizione psichiatrica (attraverso deliri grotteschi e identità multiple) proprio per ottenere l’infermità mentale ed evitare il carcere”. Per il consulente del Pm, Stefano Ferracuti, Kaufmann è capace di partecipare al processo ed è un soggetto antisociale.
La sindrome di Ganser
Si profila l’ipotesi che Kaufmann abbia la cosiddetta sindrome di Ganser. La Sindrome di Ganser è un disturbo dissociativo caratterizzato da “risposte di traverso” (es. 2+2=5), spesso scatenato da un forte stress come la detenzione. I periti del tribunale hanno riscontrato in Kaufmann una psicosi acuta, ritenendolo attualmente incapace di stare in giudizio.
La sindrome di Ganser, nota anche come “psicosi carceraria” o “pseudodemenza isterica”. La caratteristica distintiva della sindrome è la cosiddetta paralogia o “risposta di traverso”. Sono presenti allucinazioni, spesso visive o uditive, con contenuti bizzarri o infantili.
Il paziente solitamente non ricorda l’episodio una volta terminato.
Capace di intendere ma potrebbe bloccare il processo
Non vi sono dubbi(seguendo tutto l’iter omicidario) che al momento degli omicidi Kaufamm fosse capace d intendere ma cosi facendo blocca il processo. Potrebbe avere maturato realmente un disturbo dovuto all’isolamento carcerario ma nel passato è sempre stato lucido e pianificato nelle attività criminali. Né ha mai avuto sintomi psicotici. La tesi di Ferracuti sembra quella più solida. Kaufmann sta bloccando tutto e tutto si ferma.
Bruzzone gli ha proposto durante i colloqui in carcere varie figure storiche o fantastiche di cui dichiararsi la reincarnazione (da San Francesco a Napoleone o Massimo Decimo Meridio); l’imputato ha “aderito a tutto”, confermando secondo la criminologa che “si tratta di una finzione, poiché un vero delirante non cambia identità in base alle domande dell’interlocutore”. La Corte di Assise ha però fermato il processo. Bruzzone si è dichiarata “scioccata” da questa decisione, ribadendo che l’imputato è perfettamente in grado di essere processato. Ma l’americano ha bloccato tutto. Non vuole andare in ospedale.
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