Post vergognosi contro gli Alpini, il Liguria Pride nella bufera. FdI alla sindaca Salis: “Condanni subito”
La crociata contro gli alpini nella Genova di Silvia Salis prosegue e il centrodestra chiama in causa la sindaca Silvia Salis. Accade che Liguria Pride 2026 abbia pubblicato sui suoi social scritte e post vergognorsi contro gli Alpini, proprio all’indomani della grande adunata genovese. “E allora qualcosa, anzi molto, non torna”, ragiona Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati. “In questi giorni l’adunata nazionale delle Penne nere in città è stata una festa bellissima, con tanta partecipazione e grande entusiasmo. Anche la sindaca Salis ha avuto finalmente parole di grande apprezzamento. Ora che fa? Prende con nettezza le distanze da certe posizioni del Liguria Pride? O riconosce comunque il patrocinio preannunciato e la sua presenza alla manifestazione come lo scorso anno?”. Perché va da sé che “le cose non stanno e non possono stare insieme”.
Liguria Pride, post vergognosi contro gli alpini
Una presa di distanza è d’obbligo. La sindaca Salis ha stanziato da quando è sindaca bei soldini la consulente Lgbt. Lo scorso anno partecipò lei stessa con l’intenzione di fare di Genova il modello arcobaleno d’Italia. Ma ora “delle due l’una: dopo quello che leggiamo a chiare lettere, o sta con gli Alpini o sta con il Pride”. Peraltro – particolare non certo secondario – tra le fondatrici del Liguria Pride c’è anche Ilaria Gibelli, consulente del comune di Genova per la tutela dei diritti LGBTQIA+. Si proprio lei, la consulente per le tematiche Lgbtqia+ del Comune di Genova che pochi mesi fa pubblicò una storia sui propri canali social in cui definiva i partiti cattolici ‘omofobi, transfobici, razzisti, islamofobi e maschilisti’. Ricorderete: post per il quale Salis non ha ritenuto di prendere tuttora, dopo settimane, il provvedimento più naturale, ossia la revoca dell’incarico”, conclude Cavo.
Centrodestra: “La sindaca o sta con gli Alpini o sta con il Pride”
Centrodestra all’attacco, dunque, contro il comitato organizzatore del Liguria Pride. E contro la sindaca Salis dopo la pubblicazione sui social, da parte della pagina Liguria Pride, di alcune grafiche contro gli alpini irricevibili. Del tipo: “Al machismo e al militarismo, alle penne in erezione che occupano la nostra città, preferiremo sempre delle favolose piume, not all alpini”, si legge su un post. Già nei giorni scorsi l’opposizione a palazzo Tursi aveva chiesto alla prima cittadina di prendere le distanze da varie manifestazioni di dissenso verso l’adunata. E così di nuovo dopo questa provocazione ad adunata ormai conclusa.
Nei post prosegue la campagna d’odio contro gli Alpini
“Mi piacerebbe sapere cosa pensa la sindaca delle grafiche pubblicate dagli organizzatori del Liguria Pride 2026”: così si interroga la capogruppo di Fdi al comune di Genova, Alessandra Bianchi. “Grafiche che, di fatto, continuano a promuovere la campagna d’odio che ha accompagnato l’avvicinamento, e non solo, alla 97^ adunata degli alpini tra violenze verbali, lancio di accuse e aggressioni. E mentre ci dirà che non può continuare a prender le distanze da ogni cosa; e che è pronta a condannare ogni forma di violenza; mi auguro che, almeno in questa occasione, faccia seguire alle parole fatti concreti”. Alessandra Bianchi ha definito quelle pubblicate sui social network dai responsabili di Liguria Pride 2026 “deplorevoli. Il sindaco Silvia Salis si dissoci e non avvalli questa narrazione, dopo che ha celebrato, non lesinando complimenti, il successo della 97^ Adunata Nazionale degli Alpini a Genova”.
Le opposizioni a Silvia Salis: non puoi tenere il piede in due scarpe
Il post di Liguria Pride viene definito da Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, “disgustoso”. E avverte la sindaca: “Di ambiguità sull’adunata degli alpini ne abbiamo viste fin troppe: la nostra prima cittadina non può continuare a tenere il piede in due scarpe”. “Genova ha vissuto giorni di straordinaria partecipazione, commozione e unità grazie alla presenza degli alpini: esempio di sacrificio, solidarietà e amore per la patria”: lo dichiarano Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, consiglieri del gruppo Lega. “Vedere una manifestazione così sentita sporcata da slogan di cattivo gusto è un insulto non solo alle penne nere. Ma a tutta la cittadinanza che le ha accolte con affetto e rispetto”.
Il centrodestra non lesina critiche e invita la sindaca a dissociarsi da questi post disgustosi. “Un silenzio inaccettabile che mi auguro non prosegua anche in questa circostanza. Perché non farebbe altro che avvallare una narrazione squallida e distante da quanto abbiamo assistito in questi giorni di festa in città”. Sui social l’iniziativa contro gli alpini del Liguria Pride è stigmatizzata severamente: “Da omosessuale trovo veramente pessima questa pubblicazione. Come sempre parlate di inclusione. Ma non la mettete in pratica”.
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