I lockdown frenano solo i furti in casa: ma nel 2020 i reati sono aumentati
UDINE. Nonostante il Covid, i controlli potenziati e il lockdown, che ha costretto i cittadini a rimanere in casa per diversi mesi, lo scorso anno i reati denunciati in provincia di Udine sono aumentati del 29 per cento, passando dagli 11.070 del 2019 ai 14.306 del 2020, un dato in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale. In aumento del 77,5 per cento anche i reati scoperti dai militari dell’Arma, passati da 2.142 a 3.801. Si è registrato un incremento notevole per quanto concerne il numero degli arresti, 333 nel 2020 contro i 231 del 2019, e delle persone denunciate in stato di libertà, che lo scorso anno sono state in tutto 3.222 (3.082 nel 2019).
Sono diminuiti i furti denunciati dai cittadini: 4.020 contro i 5.533 del 2019, con una flessione, dunque, del 28 per cento mentre sono aumentate del 54 per cento le rapine (68 nel 2020 contro 44 del 2019) e anche le truffe informatiche (2.161 dello scorso anno contro le 1.846 del 2019), un fenomeno in continuo aumento, anche durante la pandemia. Sul fronte dell’immigrazione clandestina, il 2020 ha fatto registrare un significativo incremento dei flussi migratori provenienti dalla vicina Slovenia: complessivamente, l’Arma ha rintracciato, soltanto sul territorio della provincia di Udine, ben 741 persone (nel 2019 erano state 68), cooperando con le altre Forze dell’ordine alla vigilanza delle strutture destinate all’accoglienza dei migranti sottoposti a quarantena sanitaria. L’impegno delle stazioni carabinieri dislocate in tutta la provincia ha consentito di effettuare oltre 346 mila ore di servizio, con l’impiego complessivo di circa 75 mila militari.
Nel corso di questi servizi sono state controllate oltre 138 mila persone e 70 mila veicoli. Lo scorso anno sono state trasferite dal numero unico di emergenza 112 alle centrali operative, 25.744 segnalazioni e 16.770 richieste di intervento: 1.902 liti in famiglia, 1.149 incidenti stradali, 1.110 soccorsi a persone in difficoltà e 1.138 richieste di intervento per disturbo alla quiete pubblica.
L’Arma udinese, inoltre, ha contribuito alle attività di controllo sul rispetto delle norme anti contagio da Covid-19 impiegando in totale 7.370 pattuglie. Qualche decina i militari contagiati dal virus in provincia di Udine. Nella lotta contro i reati in materia di stupefacenti, l’attività dell’Arma si è concretizzata con l’arresto di 42 persone, il deferimento in stato di libertà di altre 160 persone, la segnalazione alla Prefettura di 83 assuntori e il sequestro di consistenti quantitativi di stupefacenti. I reati denunciati sono stati 227, in linea con il 2019, quando erano 224.
Il colonnello Alfredo Vacca, comandante provinciale dei carabinieri di Udine, commenta i dati. «Il 2020 - conferma - è stato un anno particolare per l’Arma dei carabinieri ma l’attività è andata avanti. I delitti perseguiti sono stati in aumento rispetto al 2019. Abbiamo concluso diverse attività, che hanno portato all’identificazione dei responsabili dei reati. Anche se il mondo esterno era bloccato per il lockdown conseguente alla pandemia, l’Arma ha continuato sempre a lavorare, senza sosta, a prescindere dalle attività di contrasto alla trasmissione del virus.
Lo scorso anno sono stati 7.370 i servizi dedicati ai controlli Covid e a questi vanno aggiunti tutti gli altri effettuati sul territorio. L’anno appena concluso, anche per le problematiche legate all’emergenza epidemiologica, ha rappresentato una sfida alla quale i carabinieri di questa provincia hanno saputo rispondere con rinnovato e generoso impegno».