Sanità piemontese, buco da 209 milioni, ora misure urgenti
TORINO. Il disavanzo della sanità piemontese finisce al centro del confronto in consiglio regionale, dove l’assessore Federico Riboldi è intervenuto per fare il punto su conti e misure urgenti. Sul tavolo un disequilibrio da circa 209 milioni di euro, mentre la Giunta accelera sul ddl 132 Piemonte, che prevede interventi urgenti in materia di sanità, provvedimento con cui la Regione punta a mettere in sicurezza i conti della sanità e garantire la continuità dei servizi, intervenendo su liste d’attesa, organizzazione e coperture di bilancio.
«Abbiamo un contesto oggettivamente difficile, ma il disequilibrio non è solo un segnale negativo, può essere anche un’opportunità – spiega l’assessore alla sanità –. Con 209 milioni siamo ampiamente sotto la soglia che ci porterebbe a un piano di rientro. Aprire la sera, il sabato e la domenica, ci ha permesso per la prima volta di superare i livelli pre-Covid, riportando gli indicatori medi a prima dell’aumento delle liste d’attesa. Un modello che non è unico né definitivo, ma che nella fase di recupero è stato necessario».
L’assessore continua poi sottolineando i risultati sul livello di assunzione del personale: «Abbiamo su questo punto un’incidenza della spesa superiore di tre punti rispetto alla media nazionale — evidenzia Riboldi —. Significa che il Piemonte è andato in controtendenza rispetto al modello nazionale, che altrove sposta l’asse verso il privato. Vuol dire circa 4.200 persone in più, tra cui anche personale amministrativo, che va a incidere su quella mancanza di personale da sempre denunciata: Dal 2012 al 2019 le assunzioni sono rimaste ferme, oggi siamo passati da 50mila a 59 mila dipendenti. Un incremento accompagnato dagli adeguamenti contrattuali, che cuba complessivamente 533 milioni di euro l’anno, ma che per noi rimane un investimento importante che guarda al futuro».
Un modello di sanità insomma che l’assessore rivendica apertamente come d’esempio: «Continueremo a lavorare sul modello piemontese, che oggi è stato preso a riferimento anche da altre regioni come la Puglia, che ha un bilancio ben peggiore del nostro, con l’obiettivo di garantire le prestazioni e fare in modo che le risorse siano spese bene». «La sanità piemontese non insegue i numeri, ma risponde ai bisogni –gli fa eco Carlo Riva Vercellotti, presidente del gruppo consiliare di FdI–. Con questo provvedimento garantiamo un investimento di 209 milioni di euro che serve a finanziare una precisa scelta politica. Grazie a queste scelte, nel 2025 abbiamo erogato 2 milioni e 200mila prestazioni, superando i livelli pre-pandemici».
Oggi si riprende con un approfondimento in commissione e poi, con il Consiglio, con l’obiettivo di votare il provvedimento al massimo entro la settimana.