Nell’Italia di Meloni mai così basso il rischio povertà: i dati Eurostat che l’opposizione nega. FdI: “La sinistra ama bugie e assistenzialismo”
Parlano i numeri. Ancora una volta i dati si incaricano di smontare la narrazione di un’Italia sempre più povera, schiacciata dalle disuguaglianze, incapace di rialzarsi. I numeri forniti dall’ Istat e dalla banca dati Eurostat spazzano via la retorica delle opposizioni e illustrano che nel 2025 l’Italia ha raggiunto il minimo storico di persone a rischio povertà o esclusione sociale dall’inizio delle attuali serie statistiche europee. Il dato segna una riduzione dell’1,8% rispetto al 2022 e conferma un trend in miglioramento nell’ultimo decennio. Ciò vuol dire che dal 2015 al 2025 la quota di persone a rischio povertà o esclusione sociale in Italia è diminuita di 5,8 punti percentuali, scendendo al 22,6%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche europee. Risulta del tutto polverizzata la narrativa di un Paese in ginocchio alimentata dalle opposizioni. Capaci, anche con i numeri snocciolati da Eurostat, di negare l’evidenza e trascendere in infantili reazioni: il governo e FdI sarebbero in preda a un “ingiustificato trionfalismo”. Di più: il governo starebbe strumentalizzando questi dati, fino ad arrivare al parossismo rappresentato dai Cinquestelle: che giudicano i dati Eurostat non rispondenti al Paese reale.
Eurostat, rischio povertà mai cosi basso in Italia
Sicuramente questi dati smontano una certa idea di Paese fondata sui sussidi a pioggia come hanno fatto subito notare Galeazzo Bignami e Lucio Malan, capigruppo dei deputati e dei senatori di FdI: questi risultati si devono «a misure concrete come il salario giusto e il Piano Casa, non al reddito di cittadinanza e all’assistenzialismo della sinistra e dei 5 stelle». La sinistra nega, balbetta, ma il capo dei senatori di FdI è perentorio: «La sinistra non accetta la realtà: visto che il significativo indice del rischio di povertà ed esclusione sociale (Pes), segna il minimo storico, si attaccano come ad un salvagente alla cosiddetta povertà assoluta. Innanzitutto – fa notare – il Pes ha una prospettiva molto più ampia: includendo povertà economica, esclusione sociale e fragilità lavorativa. E, ciò che conta di più, dal 2022 è sceso dell’1,7% (dal 24,3% al 22,6%): diciassette volte più dello 0,1% di quanto è salita la povertà assoluta, oggi al 9,8% contro il 9,7% del 2022, quando il M5S aveva già grottescamente festeggiato l’abolizione della povertà: evidentemente una panzana enorme: dicevano che l’aveva abolita ma era al 9,7%».
Eurostat, povertà: Malan replica a Furfaro: “Con quale coraggio”
Notevole anche il coraggio, dell’onorevole Furfaro – incalza ironicamente Malan- secondo il quale il Pes nel 2024 è salito al 23,1%. «La cifra è corretta ma il fatto è che nel 2022, quando anche il Pd era al governo, l’indice era al 24,3. Il che significa che nel 2024 è sceso, non salito, al 23,1; per poi scendere ulteriormente al 22,6% nel 2025, segnando il minimo storico. Capiamo bene che alla sinistra piaccia molto la povertà perché così può raccattare i voti con l’assistenzialismo del reddito di cittadinanza, dei bonus monopattini e dei superbonus. Noi invece crediamo nel lavoro vero e il milione e duecentomila posti stabili in più in tre anni e mezzo lo dimostrano. La sinistra farebbe bene a guardare questi dati anziché lanciare calunnie”, concordano da FdI, che non esita a rivolgersi direttamente ad Elly Schlein nelle sue pagine social “Segretaria, ormai smentirla è diventata una prassi consolidata». Su questa linea il giudizio di Raffaele Speranzon che smentisce la segretaria dem, sempre la prima a raccontare un’Italia dimessa, povera. Dovrà cambiare copione.
L’Italia in controtendenza rispetto a Germani e Francia
Il senatore di FdI ricorda come Elly Schlein solo pochi giorni fa raccontava un’Italia più povera sotto il governo Meloni: “Le sue parole vengono spazzate via dai dati dell’Eurostat”. Sul tema della povertà il governo Meloni sta riuscendo laddove il M5s ha fallito miseramente: proprio loro, i grillini, che, quando erano al governo affermavano di averla abolita. Il senatore Marco Scurria pone sul terreno delle valutazioni un altro elemento evidenziato da Eurostat: “Dal 2015 al 2025 le persone a rischio povertà sono scese a 4 milioni, numeri in controtendenza con altri Paesi europei: come Germania e Francia. Schlein e compagni devono avere il coraggio di riconoscerlo”, anziché dare di matto cercando di mischiare numeri e carte in tavola.
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