Sisma in Friuli, l’Orcolat e le farfalle: cosa racconta la leggenda evocata da Giorgia Meloni
La tradizione popolare friulana racconta che una creatura mostruosa, chiassosa e irruenta, sia stata domata dalle farfalle. È una leggenda antica, tramandata ancora oggi dagli anziani del Friuli ai propri nipoti, e dentro quel racconto convivono paura e speranza, distruzione e rinascita.
Sisma in Friuli, la storia riletta nel segno dell’antica leggenda dell’Orcolat
All’inizio della storia dominano immagini cupe: montagne che tremano, boati profondi, case che crollano, silenzi improvvisi. Al centro di tutto c’è l’Orcolat, il gigantesco orco delle montagne friulane, una creatura della tradizione carnica il cui nome deriva da “orcul”, cioè “orco”. Si dice che viva nascosto nelle viscere della terra, addormentato sotto le rocce. Finché dorme non c’è pericolo. Ma quando si sveglia, la terra trema: i monti oscillano, i paesi si spezzano, la distruzione corre da una valle all’altra. Dopo il terremoto del 1976, l’Orcolat è diventato il simbolo stesso del sisma che devastò il Friuli.
Le farfalle come i friulani, capaci di domare la furia del sisma (e dell’Orcolat)
Eppure la leggenda non si ferma alla paura. Racconta che esistono creature capaci di placare la furia dell’Orcolat: le farfalle. Minuscole, leggere, apparentemente fragili, ma dotate di una grazia che sa affondare persino un cuore di roccia. Alcune versioni del racconto dicono che il battito delle loro ali ipnotizzi il mostro, altre suggeriscono che la bellezza costringa persino la violenza a rallentare. Così gli abitanti del Friuli iniziarono a dipingere farfalle sulle case e sui muri dei paesi, affinché l’Orcolat, passando, fosse costretto a muoversi con delicatezza.
Una edificante metafora collettiva
È una leggenda, certo, ma è anche una straordinaria metafora collettiva. L’Orcolat rappresenta il terremoto: la forza cieca della natura, il dolore improvviso, la devastazione che nel 1976 provocò quasi mille vittime e cancellò interi borghi friulani. Le farfalle, invece, rappresentano la popolazione di quei luoghi: uomini e donne apparentemente piccoli davanti all’immensità della tragedia, ma capaci di rialzarsi con dignità, lavoro, solidarietà e ingegno.
Dall’Orcolat al modello “Friuli”
Da quella catastrofe nacque infatti il celebre “modello Friuli”, ancora oggi considerato uno dei migliori esempi di ricostruzione post-sisma in Italia, fondato sulla collaborazione tra cittadini, sindaci, volontari e istituzioni. Le farfalle hanno insegnato all’Orcolat a camminare in punta di piedi, il Friuli ha insegnato all’Italia e al mondo come si rinasce dopo una tragedia.
La premier Meloni evoca forza e simbolo della leggenda
Durante le commemorazioni per i cinquant’anni dal terremoto, anche Giorgia Meloni ha ricordato questa leggenda nel suo intervento istituzionale a Gemona del Friuli. La presidente del Consiglio ha evocato l’immagine delle farfalle capaci di domare l’Orcolat, paragonandole ai friulani: «Gli uomini e le donne di questa splendida terra, piccoli come farfalle al cospetto della furia del terremoto, hanno testimoniato con la bellezza dell’impegno e la determinazione della volontà, che la morte e la distruzione non avrebbero avuto il sopravvento».
E ha concluso: «Questa giornata è dedicata a loro. Ma è anche dedicata a noi, che abbiamo il compito di fare tesoro di quella storia, non solo nella memoria, ma nella nostra attività, nel nostro lavoro quotidiano, e di onorare l’impegno di ieri di quegli italiani con l’impegno di molti altri italiani domani. “Verba movent, exempla trahunt“».
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