Scuola, rinnovato il contratto dei presidi: aumenti da 500 euro lordi al mese più arretrati. Valditara: “E non ci fermiamo qui”
Nuovo obiettivo raggiunto da parte del governo nel settore scuola. È stato sottoscritto presso l’Aran l’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, a beneficio di circa 8.000 dirigenti scolastici. Una nota del ministero dell’Istruzione e del Merito fa notare come si tratti di un ulteriore, rilevante traguardo strategico per il settore. Obiettivo raggiunto grazie alla scelta del ministro dell’Istruzione e del Merit, Giuseppe Valditara, di procedere speditamente per i dirigenti scolastici così come già avvenuto per docenti e personale Ata, alla definizione della parte economica e dei principali istituti normativi, in coerenza con la proposta di Atto di indirizzo da tempo formalizzata. Tale accelerazione è stata finalizzata a rendere immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti. E a garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, tutelando così i circa 8.000 dirigenti del settore.
Rinnovo contratti ai presidi, Valditara: “Chiusa per sempre la stagione dei blocchi”
Il lavoro di valorizzazione del personale scolastico procede a pieno ritmo: una risposta concreta che il governo sta proseguendo venendo incontro a uno dei settori più delicati e nevralgici. Il ministro Valditara lo ha sottolineato a chiare lettere. “Con la firma odierna prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027: assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”.
Gli aumenti
“La scelta di riallineare le scadenze contrattuali si conferma dunque un pilastro della strategia ministeriale per rispondere alle reali esigenze di chi lavora nelle scuole: motori essenziali per la garanzia del diritto allo studio dei nostri giovani e per lo sviluppo sociale ed economico del Paese”, ha sottolineato Valditara. Il Ccnl dell’Area dirigenziale Istruzione e ricerca per il triennio 2022-2024 appena firmato interessa 7.550 dirigenti scolastici, a partire dai presidi; e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. Il contratto riconosce aumenti significativi al personale dirigente dell’Area. Per i dirigenti scolastici, anche grazie alle risorse ulteriori specificamente destinate dalla legge di bilancio per il 2022, sono previsti incrementi medi di 500 euro al mese per 13 mensilità, pari all’8,48%.
Il contratto riconosce gli arretrati
Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità, pari al 6%. Il contratto riconosce inoltre arretrati dal 1° gennaio 2024: circa 5.800 euro medi per i dirigenti scolastici e circa 6mila euro medi per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca. “Con questa sottoscrizione – spiega l’Aran – si chiudono tutti i rinnovi della passata tornata contrattuale, un risultato raggiunto attraverso un confronto costante e un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali. La firma all’Aran rappresenta un passaggio importante per il sistema pubblico dell’istruzione, dell’università e della ricerca: valorizza le responsabilità della dirigenza, consolida il ruolo della contrattazione collettiva e porta a compimento l’intero ciclo dei rinnovi della passata tornata contrattuale”.
Rinnovo del contratto ai presidi Cisl: “Recupero del potere d’acquisto”
Soddisfazione della Uil: Gli aumenti – commenta in una nota il segretario generale Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile – ammontano al 5,78%, a cui si aggiunge uno 0,22% derivante da ulteriori risorse ordinarie, per un totale del 6%. La sottoscrizione del contratto non esaurisce però le questioni ancora aperte”. “Per noi il riallineamento delle scadenze contrattuali è obiettivo fondamentale e necessario per garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione degli ultimi anni e oggi minacciato dalle possibili ricadute delle vicende internazionali”: le parole del segretario generale della Cisl, Daniela Fumarola.
La soddisfazione dei presidi
L’Anp, l’associazione nazionale presidi, sottolinea le migliorie normative ottenute al tavolo con l’Aran: la percentuale dei posti disponibili per la mobilità interregionale è passata dal 60% all’80% (per la mobilità 2026 sussiste già il 100% ex lege); il termine per la fruizione delle ferie non godute durante un determinato anno è stato incrementato fino alla conclusione dell’anno successivo; il termine per la fruizione del permesso di tre giorni, anche non consecutivi, per lutto è stato incrementato da sette a quindici giorni lavorativi dall’evento; sono state migliorate le modalità di differimento del periodo di prova; e infine è stata incrementata da venti a trenta giorni la durata della sospensione dal lavoro che dà luogo a recidiva ai fini del licenziamento disciplinare.
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