Un carcere chiamato Tripoli
Prima chi fuggiva fame e guerre in Africa passava di qui per tentare l’odissea in mare verso l’Europa. Ora dalle coste libiche non si parte più e migliaia di migranti vengono bloccati e rinchiusi dentro a garage e prigioni illegali di ogni tipo dai trafficanti di esseri umani. Siamo stati nei nuovi «centri di detenzione», dove per donne e bambini è ancora più terribile. Guidati dalla piccola Kuduyaz
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