Daniela Cristofori: «Litigare è un’arte. Anzi, una danza»
C’è chi non vede l’ora di litigare; chi ha paura di litigare; chi se litiga vuol dire che «è finita»; chi mentre litiga si dimentica il perché; chi minaccia di andarsene e poi resta sempre. «Litigare è un’arte», sostiene Daniela Cristofori, psicoterapeuta con un passato da attrice e regista (diplomata alla Paolo Grassi di Milano; ha recitato, tra gli altri, in Chiedimi se sono felice e Ravanello pallido). Insieme al marito, l’attore e comico Giacomo Poretti (colui che dal 1991 è Giacomo di Aldo, Giovanni e Giacomo), adesso quell’arte la porta in scena: Litigar Danzando, un testo – scritto a quattro mani – che ha debuttato lo scorso gennaio («è stato come un battesimo») e che torna al Rosetum di Milano (il 13 e 14 maggio alle 21). «L’idea è arrivata da alcune letture che avevamo fatto diversi anni fa per giovani coppie in procinto di sposarsi. È una sorta di dialogo tra di noi attraverso lo strumento del teatro», racconta Daniela che spiega di aver attinto da «vicende personali, dai racconti degli amici». A recitare, del resto, sarebbe tornata solo al fianco del marito: «Tra di noi ci sono 20 anni di fiducia, e lui è un professionista eccezionale».
Il presupposto di questo spettacolo? «Analizzare la predisposizione dell’uomo al litigio con grande umorismo. Anche perché io e Giacomo ci siamo sempre detti che “se non fa ridere noi, non fa ridere nessuno”. Ridere fa bene, il diaframma si rilassa. Peter Brook, 91 anni, sostiene che il più grande dono che ci è stato dato è la nostra capacità di ridere». L’ambizione della «miglior litigata», continua, è finire a danzare. Da qui il titolo (Litigar Danzando), che a chiederle chi l’ha scelto Daniela non ha dubbi: «Diciamo che la danza non è proprio il punto forte di mio marito (ride, ndr). Ma in un ballo si può cambiare ritmo, come si cambia punto di vista mentre si discute. In una litigata può esserci creatività, capacità di andare oltre, di non fossilizzarsi sulle proprie posizioni». In questo senso, litigare fa bene: «Si impara l’arte di comunicare e poi di ripartire».
Per cosa si litiga più spesso? «Esistono due grandi filoni: la guida in automobile e i figli». A teatro, Daniela e Giacomo offrono anche qualche spunto di pace: «Una sorta di antidoto… e un consiglio: continuare a danzare». Resta un’ultima domanda: donne o uomini, chi sa essere più conciliante? «Dipende (ride, ndr). Di sicuro oggi noi donne abbiamo più spazio e possibilità di esprimerci, e questo è sempre un bene».
Foto: Anna Maria Tulli