Spese e acquisti: come sono cambiate le scelte con il lockdown
Quale sarà la prima cosa che farai una volta finito il lockdown? Questa è solo una delle domande poste da Wiko, brand franco-cinese di telefonia, che ha avviato un’indagine tra gli utenti della community di instagram per capire quanto questo periodo di isolamento abbia influito sulle scelte (e spese) delle persone.
A mancare in assoluto è l’aspetto sociale e conviviale. Il 66% degli intervistati, infatti, ha ammesso che la prima spesa che farà una volta finito tutto sarà un’uscita con gli amici per festeggiare. Un’abitudine irrinunciabile, che ha scavalcato di gran lunga il piacere dello shopping, scelto solo dal 34%, anche se l’acquisto di un bel capo di abbigliamento viene considerato dal 70% la «coccola» per risollevare l’umore in queste giornate tra le mura di casa.
Un dato che conferma il fenomeno del revenge spending, ovvero quell’insieme di acquisti e spese programmate «per vendetta» nei confronti di una situazione che ha stravolto la normalità. Quella normalità fatta di teatri, cinema, concerti, festival, uscite, ovvero gli aspetti che più mancano (70%), e di viaggi, ai quali si pensa, ma con una certa prudenza. Solo il 45%, infatti, sta progettando di partire, mentre il restante 55% sembra essere più incline ad attendere una situazione più tranquilla sotto ogni fronte. Ma c’è un aspetto che mette d’accordo tutti ed è la meta, ovvero l’Italia, tornata ad essere sogno vacanziero prediletto.
Cautele anche sul fronte tecnologico. Non sembra ancora arrivato il tempo di cambiare il proprio smartphone sebbene sia stato lo strumento più utilizzato in questa quarantena. Solo il 38%, infatti, sta pensando di sostituirlo una volta finito tutto, contro un 62% più reticente. Sebbene l’85% dei rispondenti abbia affermato di aver sensibilmente ridotto le spese in questo periodo, concentrandosi solo sui beni di prima necessità (82%), il rimanente ha ammesso di avere acquistato anche libri e e-book, potendo contare su maggiore tempo libero a disposizione.
Senza dubbio il lockdown ha modificato anche le modalità di fare acquisti. Se il supermercato si rivela essere il canale preferenziale per accaparrare beni di prima necessità, molti hanno riscoperto il piacere di fare la spesa nei piccoli negozi di quartiere (46%).