Se la princessa Amalia d’Olanda vorrà sposare una donna, sarà comunque regina
Se la principessa Catharina-Amalia, erede al trono olandese, volesse un giorno sposare una donna, sarebbe comunque regina. La svolta l’ha messa per iscritto il premier olandese Mark Rutte rispondendo a questioni sollevate in parlamento dopo l’uscita di un libro sulla diciassettenne futura monarca, primogenita degli attuali sovrani Guglielmo Alessandro e Máxima Zorreguieta.
Nel libro, dal titolo Amalia, Duty Calls, si sostiene che le regole che vigilano sui processi della monarchia siano rimaste antiquate e slegate dai tempi. Di qui il dibattito parlamentare che ha riguardato anche il tema dei royal wedding e delle questioni di genere. Ma il primo ministro Rutte, con una lettera al parlamento, ha aperto a nozze reali senza preclusione di genere che non taglieranno la strada verso la corona: «Il governo crede che l’erede al trono possa anche sposare una persona dello stesso sesso», ha scritto il premier. «E quindi non si ritiene che un erede al trono o un re debba abdicare se intende sposare una persona dello stesso sesso».
Una svolta che conferma la proverbiale modernità delle monarchie del nord Europa, definite monarchie in bicicletta proprio per l’apertura al nuovo e alla praticità. Furono proprio le monarchie più a Nord, per dire, le prime a introdurre l’eguale diritto al trono di discendenti maschi o femmine.
Catharina-Amalia al momento pensa all’Università, non certo al matrimonio. Ma la strada per l’evoluzione della monarchia è tracciata. E va verso una modernità a cui la stessa diciassettenne ha dato il suo contributo. La futura regina qualche mese fa ha rinunciato al cospicuo appannaggio reale – 1,6 milioni di euro – che le spetterebbe al compimento dei 18 anni. Perché «non ho fatto nulla per meritarmelo».