Il trasformismo politico ha un nuovo campione: Giacomo Mancini jr, cosentino, 45 anni, una famiglia da sempre in politica e il pallino per i cambi di casacca. Stavolta, però, il personaggio in questione si è davvero superato: sta per entrare nel consiglio regionale della Calabria grazie ai voti di Forza Italia, dopo essere stato candidato alla Camera con il Pd in occasione delle elezioni del 4 marzo. La piroetta politica, tuttavia, non è finita, perché Mancini non si accomoderà tra i banchi dei forzisti, bensì tra quelli del centrosinistra. Il caso, più unico che raro, nasce nellautunno del 2014, quando la Calabria torna alle urne per le elezioni regionali. Mancini, che veniva da una passata esperienza come assessore nella giunta di centrodestra guidata dal governatore Giuseppe Scopelliti ed era stato anche deputato sotto le insegne degli allora Ds, si candida nella lista di Forza Italia nella circoscrizione nord della regione. Non è fortunato, perché malgrado i 7mila e passa voti ottenuti si piazza terzo e risulta il primo dei non eletti. Smaltita la delusione, Mancini jr il cui nonno, Giacomo senior, è stato più volte ministro della Repubblica nonché segretario del Partito socialista si riavvicina alle posizioni del centrosinistra e del Pd. E in questo schieramento trova la candidatura nel maggioritario di Cosenza alle ultime elezioni politiche. La valanga grillina lo travolge, ma lui è già pronto per una nuova avventura nel consiglio calabrese. I riconteggi effettuati dalla Corte dAppello di Catanzaro hanno infatti attribuito un seggio alla Camera a Fausto Orsomarso, oggi esponente di Fratelli dItalia ma nel 2014 candidato con Fi alla Regione. La sua elezione in Parlamento libera quindi un posto e quel posto andrà proprio al primo dei non eletti, cioè a Mancini jr. Che, da candidato del Pd, a breve si ritroverà a godere di una nuova carica grazie al partito di Berlusconi. Il già parlamentare, non appena si sarà insediato, andrà però a rimpinguare la già ampia maggioranza di centrosinistra a supporto dellattuale governatore, lex Pci, oggi Pd, Mario Oliverio. Per portarsi avanti con il lavoro, in questi giorni Mancini sta organizzando iniziative pubbliche con lobiettivo di ricostruire il campo del centrosinistra per un rilancio immediato a Cosenza, in Calabria, nel Paese. Lex assessore di centrodestra, insomma, con la sua ultima giravolta sovvertirà il voto dei cittadini calabresi che quel seggio in Consiglio lo avevano assegnato a Forza Italia. Del resto, il nipote del vecchio leone socialista non è nuovo ai ripensamenti. La sua carriera politica inizia con il Psi e, nel 99, viene eletto consigliere provinciale nel collegio del Savuto. Nel 2001 è parlamentare con i Ds, mentre cinque anni dopo è rieletto con la Rosa nel pugno. Nel 2008, la prima svolta: fallisce la rielezione al Parlamento e si avvicina al neonato partito di Berlusconi, il Pdl. Grazie a questo passaggio, nel 2010, viene nominato assessore esterno nella giunta Scopelliti. Rimane fedele al centrodestra fino alle regionali del 2014. Il resto è storia di oggi: Mancini è un nuovo consigliere del centrosinistra, ma quel seggio è di Forza Italia. img src=http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/content_foto_node/public/foto/2018/03/16/1521219956-manicni.jpg /