L'eroe venuto dal freddo
Un’avventura disponibile su Netflix dal 2 marzo.
Conosceva questa storia prima del film?
Pochissimo, mi era noto solo il nome di Mikkelsen. Poi ho letto il libro e l’ho spedito a Joe Derrick, per questa storia di due uomini molto diversi uno dall’altro, forzati a vivere insieme tre anni molto duri. en è il nome di un suo noto collega, anch’egli danese, strano che non abbiano dato la parte a lui. Il primo film che ho scritto, nel lontano 1998, si chiamava Wild side, e vedeva interpreti me e Mads Mikkelsen. Pensi che il mio personaggio si chiamava Oscar Mikkelsen, è un nome comune dalle nostre parti.
Oltre a interpretare e produrre Against the ice lo ha anche sceneggiato, perché?
Mi è sempre piaciuto scrivere, 12 anni fa ho iniziato a farlo con Joe e ora abbiamo due film in pre-produzione. Mi piace sviluppare storie a partire dalla mia esperienza di attore, e sparire un po’ dallo schermo, forse perché sto invecchiando (ride, ndr).
Joe è l’amico che ha anche sullo schermo?
Siamo molto legati, da sempre, e sono sicuro che sarà così fino a quando saremo su questa terra e oltre. Per una persona come me è fondamentale avere relazioni come la nostra.
Suo padre le raccontava storie di capitani e spedizioni, quando era bambino?
Lavorava nel nord della Groenlandia, a Thule, dove c’era una base aeronautica americana. Mi raccontava storie sulle esplorazioni artiche, ne ero terribilmente affascinato. Muoversi nell’ignoto attira ogni essere umano, fa parte della nostra natura.
In certe scene del film ha gli occhi marroni invece che blu, si vuole imbruttire?
Non ho messo le lenti, se è questo che intende... È solo il riflesso della luce.
È testimonial di un marchio di bellezza, essere attraenti è un valore anche per gli uomini?
Credo che nella vita sia più importante chi sei, piuttosto che come appari. Ma forse sono naïf.
Quando si pronuncia il suo nome anche i maschi commentano subito, «bello, Lannister...».
Non so cosa risponderle, solo che non penso a me stesso in questi termini.
Le sue figlie sono entrambe attrici, come la fa sentire?
Hanno 21 e 18 anni, stanno cercando la loro strada. Le sostengo completamente nelle scelte, mi va bene quello che piace a loro.
Le chiedono consigli?
Direi di no (ride, ndr), sono giovani, vogliono farcela da sole. Al momento stanno facendo insieme una serie tv danese, Salsa.
Sono delle privilegiate?
Sono amiche e molto vicine, se la stanno godendo. Spesso ci vogliono anni per imparare a godere appieno di quello che viviamo, spero lo facciano!
È un padre geloso?
Non direi.
Cosa l’ha fatta innamorare di sua moglie, la cantante e attrice groenlandese Nukaka?
Lo ricordo come fosse ieri. L’ho vista entrare da una porta e mi sono detto «è lei». Stava facendo un lavoro alla radio, di mattina, io dovevo andare a fare delle prove, non ci siamo nemmeno parlati. Eppure uscendo dallo studio ho detto a un amico: «Mi sposo!». Lei non ne era ancora informata.
Il suo prossimo film?
Sarà God is a bullet, diretto da Nick Cassevetes. Sarò di nuovo un detective, un poliziotto che ha una figlia adottata e dovrà attraversare l’inferno per salvarla. È un film molto scuro e molto estremo.
Guardando indietro, Jaime Lannister è stato un personaggio faticoso da scrollarsi di dosso?
Mi è piaciuto molto girare tutta la serie di Il trono di spade, ed essere un Lannister è stata una risorsa. Mi ha consentito, dopo, di girare piccoli film cui tenevo moltissimo.