Sanremo 2023, i look della prima serata
Si è conclusa la prima serata del Festival di Sanremo, la più vista dal 1995. Fedeli o meno all’ormai sempre più chiacchierato Fantasanremo, i cantanti si sono sfidati sul palco dell’Ariston anche a colpi di look.
Ma iniziamo dal presentatore della serata, Amadeus, ancora una volta in Gai Mattiolo (la moglie, Giovanna Civitillo, in prima fila, sceglie per il terzo anno Rossorame), mentre il suo co-conduttore, Gianni Morandi, opta per un abito in velluto firmato Giorgio Armani. A inaugurare la gara è stata invece Anna Oxa (la cantante ha fatto sapere di non avere uno stylist o stilista di riferimento), in un ampio abito nero e capelli spettinati platino, seguita dal giovanissimo gIANMARIA in un completo camicia e pantaloni realizzato su misura da Massimo Giorgetti di MSGM. Al suo polso un braccialetto con un nodo blu, simbolo della lotta contro il bullismo.
Mr Rain e Marco Mengoni (Ansa)
Il brand di Giuliano Calza, accompagnato dallo styling di Minina Cornacchia, ha invece vestito Mr Rain in un completo nero custom realizzato in tweed con applicazioni di paillette all over e le scarpe della collaborazione GCDS x Clarks.
Ariete ed Elodie (Marni e Ansa)
Marco Mengoni - con lo styling di Lorenzo Posocco - stupisce in un completo in pelle firmato Versace, seguito da Ariete (sempre con lo styling di Posocco) in Marni. Ultimo ha invece scelto di calcare ancora una volta il palco dell’Ariston indossano un look total black firmato Emporio Armani.
Coma_Cose (Lapresse)
Il duo Coma_Cose, come anticipato dalla stylist Giorgia Cantarini, si è esibito indossato Vivienne Westwood, lui in un completo tartan, lei in un abito fasciante di paillettes oro. Un omaggio sentito, dopo la recente scomparsa dell’iconica stilista.
Trasparenze, piume e seduzione, caratterizzano l’abito di Elodie, firmato Maison Valentino. Anche qui, il tocco magico di Lorenzo Posocco non delude pubblico e critica. A completare il look il make-up di Daniele Lorusso, che per il Festival ha scelto di lavorare con Sephora. Leo Gassman sceglie invece la semplicità del completo giacca e cravatta - firmati Emporio Armani - ma con un raffinato omaggio al Festival, la cucitura della simbolica palma sulla camicia.
Cugini di Campagna (Ansa)
Non deludono (e come avrebbero mai potuto) i Cugini di Campagna, in un ensemble fatto di tute di paillettes argento e scarpe con la zeppa. Olly indossa un look vibes anni Cinquanta di Çanaku, reso contemporaneo nelle forme, un suit in fresco lana che mantiene invariate le lavorazioni sartoriali e reso divertente attraverso lo styling di Lorenzo Oddo.
Gianluca Grignani, con il suo stylist Marco De Luca, sceglie un look total black (con tanto di occhiali scuri) arricchito da dettagli brillanti sulle spalle. Tutto firmato John Richmond. I Colla Zio sono invece coloratissimi nei loro completi Bonsai, curati da Aurora Zaltieri.
Olly e Mara Sattei (Ansa)
Chiude la serata Mara Sattei in un incantevole abito in velluto nero dalla scollatura profonda firmato Armani Prive e accompagnato da gioielli Chopard.
Gli ospiti della serata, a partire dal contestassimo Blanco hanno indossato Dolce&Gabbana, Rick Owens (Mahmood), Giorgio Armani (Elena Sofia Ricci). Il look dell’orchestra è invece affidato ad Atelier Emé.
Mahmood e Blanco (Ansa)
Ma la protagonista della prima serata è stata senza dubbio lei, Chiara Ferragni, in quattro abiti manifesto, disegnati a quattro mani con Maria Grazia Chiuri (direttore creativo di Dior) e coadiuvati dallo styling e la direzione artistica di Fabio Maria Damato.
Il primo look - «The Manifesto Dress» - è composto da un abito corolla in seta nero ispirato alla tradizione Dior e completato dalla stola-manifesto con ricamato il claim «Pensati Libera». A seguire, «The Shameless Dress» riporta l’attenzione sui diritti delle donne, del loro corpo e su come disporre del corpo femminile delle stesse sia, purtroppo, ancora considerato discusso e discutibile. Il vestito in tulle color carne riproduce con un ricamo trompe l’oleil il corpo di Chiara Ferragni senza veli, «naturale e liberato da quella vergogna che hanno sempre imposto a tutte, a partire da Eva, la prima donna della storia indotta a provare vergogna».
«The Hate Dress» nasce dai commenti di odio che la Ferragni riceve ogni giorno sui social. Queste parole «nere», ricamate su un peplo bianco raccontano, come la pagina di un libro, quel disprezzo infruttifero contro il quale lottare ogni giorno. L’ultimo abito, «The Cage» nasce per liberare le nuove generazioni dagli stereotipi di genere nei quali spesso le donne si sentono ingabbiate. Si tratta di un abito haute couture composto da una tuta in jersey ricamata di strass, intrappolata in una gonna di tulle che prende ispirazione dall’opera di Jana Sterback.
A completare ogni look, il make-up firmato Lancome a cura di Manuele Mameli e il nuovo taglio più corto, merito di Patti Bussa.