Plusvalenze, il Coni restituisce (per ora) i 15 punti alla Juventus
Il Collegio di Garanzia del Coni ha annullato con rinvio alla Corte federale d'Appello la sentenza che ha condannato la Juventus a una penalizzazione di 15 punti in classifica. Serve, dunque, un nuovo passaggio processuale per determinare la pena per il club mentre sono stati rigettati i ricorsi di Andrea Agnelli, Fabio Paratici, Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini anche se le Sezioni Unite hanno accolto quelli presentati da Nedved, Garimberti, Vellano, Grazioli, Huges, Marilungo e Roncaglio.
COLLEGIO GARANZIA DEL CONI DISPOSITIVO JUVENTUS 20 APRILE 2023.pdf
Solo la lettura delle motivazioni renderà chiaro quale passaggio abbia spinto i giudici delle Sezioni Unite a prendere questa strada. Un passaggio fondamentale perché è chiaro che dalla lettura del dispositivo emergono alcune certezze: la prima è che ha retto in buona parte l'impianto accusatorio e anche la modalità in cui il processo di revocazione è stato celebrato, arrivando alla cancellazione delle assoluzione della scorsa primavera. Non sembra, insomma, che abbia fatto breccia nei giudici la richiesta delle difese di considerare illegittima la riapertura e che non si siano ravvisati gli estremi per dichiarare che non siano stati rispettati i diritti dei legali.
E, però, la richiesta di motivare più profondamente le condanne sportive "traendone le eventuali conseguenze anche in ordine alla sanzione irrogata a carico della società Juventus", come scritto nel dispositivo, indica la strada maestra di una rimodulazione della sanzione. Come? O riducendola nella portata numerica, oppure trasformandola in sanzione pecuniaria. In ogni caso lasciando un alone di incertezza sul finale della stagione visto che i tempi saranno comunque lunghi e che la squadra di Allegri continuerà a giocare con l'asterisco al fianco dei punti conquistati.
Il tutto con la spada di Damocle del secondo procedimento relativo a manovre stipendi, partnership sospette e rapporti con alcuni procuratori in cui si era ipotizzato un patteggiamento. Sarebbe stato impossibile in caso di conferma della condanna, risultando eventualmente la Juventus recidiva, diventa impervio adesso che il quadro plusvalenze non sarà chiarito a breve.
COSA ERA SUCCESSO NEL CORSO DELL'UDIENZA
Nell'udienza il Procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, aveva sparigliato le carte esprimendo l'auspicio di un rinvio alla Corte federale per "esistenza di una carenza di motivazione sulla sanzione". Un vulnus all'interno dell'impianto della Procura Figc di Giuseppe Chiné e soprattutto della Corte federale d'Appello che a gennaio era andata anche oltre le richiesta portando da -9 a -15 la penalizzazione per i bianconeri. Si era avvalsa dell'articolo 4, quello sulla slealtà sportiva, e proprio su questo il prefetto Taucer aveva espresso dei dubbi quanto meno a livello di percorso logico per arrivare a motivare la pena.
Un parere non vincolante ma in ogni caso pesante, perché espresso da chi rappresenta l'accusa davanti alle Sezioni Unite del Collegio non essendosi costituita come parte dell'ultimo grado del processo la Figc. "Sull'articolo 4 temo che un profilo di fondatezza sulla parte dei punti di penalizzazione ci sia" le parole, riferite alla corposa memoria difensiva prodotta dai legali della Juventus e degli altri tesserati colpiti da squalifica.
COSA SUCCEDE ADESSO
L'annullamento con rinvio alla Corte federale allunga enormemente i tempi per la chiusura di questo filone del processo sportivo nato dalle carte dell'inchiesta Prisma della Procura di Torino. Il Collegio di Garanzia del Coni avrà 30 giorni per scrivere le sue motivazioni (potrebbero arrivare però in soli 15) che saranno la base su cui poi dovrà lavorare la nuova Corte Figc che, a sua volta, difficilmente si potrà misurare con un nuovo processo prima di altri 15. Quindi ci sarà l'attesa per le motivazioni e un altro mese a disposizione delle difese per depositare un eventuale nuovo ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, sempre su questioni di legittimità a forma.
Le chance di rimanere entro i termini di questa stagione sono minime e si azzerano se si considera l'intreccio con il secondo filone del processo sportivo, quello relativo a stipendi, partnership sospette e rapporti con alcuni agenti. Qui non siamo ancora nemmeno al deferimento e in linea teorica i legai della Juventus potrebbero anche chiedere un patteggiamento. Ipotesi che si allontana se, come avviene ora, manca ancora un quadro definitivo a proposito della vicenda plusvalenze.